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Estate 2018

La società senza padri

La donna non si è mai emancipata: è diventata un uomo

La donna non si è mai “emancipata”.

Viviamo nella società più maschilista: la lingua è maschilista (al plurale si usa il maschile per entrambi i sessi), il potere è maschilista, la politica è maschilista, la guerra è maschilista.

Quello che è successo è che nella società più maschilista, quella europea contemporanea, la donna, che non ha mai avuto diritti al pari dell’uomo, ha cominciato a pretendere di risalire la piramide venendo considerata maggiormente. Per ottenerlo il ricatto era semplice: diventare un uomo.

E così è stato. La donna ha cominciato ad essere inclusa nei lavori, nelle retribuzioni, delle lotte sindacali e non ultimo nella scala del potere, quello vero, quello di banche e politica, comportandosi esattamente con la stessa mascolinità omicida insita nel maschio.

Con una bella differenza però, che l’uomo agiva così perché era nella sua natura di maschio di branco. Cacciatore e violento. La donna invece il testosterone non l’aveva e non era nella sua natura comportarsi così.

Non esiste più tabù in merito: ora sta alla donna entrare nelle lobby del potere e qualche volta qualcuna c’è riuscita (un esempio a caso: Clinton).

Ma questo è stato pagato a caro prezzo dalle vittime: non esistono più le donne.

La donna, la mamma, non esiste più. Il suo ruolo è ormai snaturato.

La donna vera dovrebbe essere mamma. Quello che si vede in giro nella società del consumo sono una specie di baby-sitter truccate da prostitute e piene di cose inutili in borsa. Svogliate, viziose, estraniate dalla vera cura familiare e, per questo, maggiormente frustrate e sadiche. Con una gran voglia di fargliela pagare a questi uomini (che possono essere il marito, il capufficio, il cognato ecc.).

La donna vera dovrebbe fare la mamma. La mamma si distingue dalla baby sitter perché si dedica alla costruzione di una famiglia. Lo fa con un legante fondamentale: l’amore.

La vera mamma

La vera mamma ama tutti i membri della famiglia e lo mette in pratica col servizio. Serve i figli, giocando con loro. Serve il marito, stirandogli i pantaloni. Nutre i neonati col proprio latte. Si dedica alla famiglia e non semplicemente a se stessa. È un essere divino per questo e per questo è stato tanto divinizzato da tutte le religioni e società, vedi ad esempio la figura della Madonna.

È in questo ruolo tanto importante, tanto diverso dal ruolo del maschio, che la femmina completa e rende perfetta la famiglia. Non c’è alcuna colpa e nessun peccato nel servire: l’uomo d’altra parte si spacca la schiena nel lavoro. Non c’è niente di male neanche in questo: così tiene buono il suo bisogno ormonale di violenza.

La donna ormai si comporta quindi come un alter homo. Vuole essere prevaricatrice e potente come lui.

La società veramente paritaria quale sarebbe?

Una società dove la donna si è emancipata davvero è una società dove metà dei soldi devono andare agli uomini come stipendio per il loro lavoro, l’altra metà alle donne come stipendio per fare le casalinghe.

Una società davvero paritaria è una società dove le decisioni politiche devono essere prese per metà in parlamento, per metà in casa. Dove non è ammesso avere eserciti (la guerra è maschilismo sfrenato). Dove non dovrebbero essere ammessi ginecologi maschi, ma solo matrone. Dove non dovrebbe essere ammessa quella chemioterapia dei cervelli dei bambini che sono le scuole statali italiane, ma diffondere l’educazione in casa e in famiglie allargate.

È questo il vero tabù di oggi, la scomoda verità. Il maschio domina ancora, e le donne sono diventate come lui. La società dovrebbe servire la donna, la donna servire la famiglia.

In tutto questo la famiglia non esiste più come entità. Con tutto questo sovvertimento di ruoli, è scomparsa.

Le vittime

I figli e i padri.

I figli: perché le femmine maschilizzate non sono più mamme, non allattano, non servono la famiglia, non rispettano i mariti e i mariti non rispettano loro di ricambio.

I padri: perché in questo caos la figura che è sparita non è solo la mamma, ma anche il padre.

La società maschilista non ammette il padre.

Un uomo che ha bisogno di interrompere gli affari, la carriera, fare un beak e uscire dall’ufficio, non è ammesso.

La società del consumo non ammette che un uomo si dedichi per due anni della sua vita alla cura della neonata prole e se lo facesse, viene inquisito silenziosamente e ipocritamente dal formicaio.

Nessun padre riceve stipendio per fare il lavoro di cura dei figli, eppure dovrebbe essere così.

Nessun padre viene considerato importante dalle donne.

Nessun padre viene viene considerato un membro essenziale della società.

I padri che si dedicano ai figli vengono chiamati mammi, come se la mamma fosse l’unico essere vivente responsabile del ruolo familiare! Come se la dualità dei genitori fosse diventata prerogativa solo di chi partorisce. Ma ormai neanche il parto esiste più: è arrivato il cesareo signore e signori!

Rimango attonito davanti a tanta trasformazione e soprattutto vedendo che tutto conserva una maschera di normalità, di decenza, in una società di persone solitarie, estraniate, che dovrebbe ricominciare invece daccapo.

 

 

 

 

 

Una volta avevo dei bei sogni.

Non si sono avverati.

Ma, almeno, li ho avuti.

 

 

Questo fine settimana ho percorso un tratto del Cammino di San Bartolomeo con il gruppo CAI Scandicci.

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Il tratto originale del Cammino, nel pezzo che va da Cutigliano a Popiglio, è al seguente link.

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E’ possibile contattare l’associazione Gruppo di studi Alta Val di Lima di Cutigliano per ottenere informazioni sul Cammino e per acquistare la guida che indica bene tutto il percorso del Cammino. Noi abbiamo effettuato una deviazione (vedi link sotto)

valle lune – 2 settembre – percorso  e toccato tra le varie tappe anche il ponte sospeso di Mammiano e il ponte a schiena d’asino di Castruccio.

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Controinformazione oggi è un parola nobile, non più un eufemismo.

Un esempio è Altreconomia, rivista mensile di reportage, giornalismo d’inchiesta, politica internazionale e società.

altreconomia

Due articoli, nei numeri di agosto e settembre, che potrebbero interessarvi

COS’E’ SUCCESSO DOPO IL TERREMOTO DEL 2016?

altreconomia.it/terremoto-reportage

terremoto

il 24 agosto 2016 un terremoto ha devastato l’area lungo la Valle del Tronto, tra i comuni di Accumoli, Arquata del Tronto, Amatrice e le sue sessantanove frazioni. Da allora quasi nulla è cambiato.

FERMATE I SOLDATI ROBOT

Nel numero di settembre la copertina è dedicata alla guerra disumana dei droni, i velivoli militari telecomandati che hanno rivoluzionato i conflitti, stravolto il mercato e contribuito alla destabilizzazione internazionale. Un’inchiesta sulla scia dell’appello “Fermate i soldati-robot” lanciato all’Onu da 116 fondatori di aziende di robotica e intelligenza artificiale.

Leggi articolo precedente su questo blog.

droni

 

 

Ho già scritto in passato della presenza di numerose sorgenti di acqua buona nel comune de Le Piastre e Cireglio. Vedi link.

IL SASSO DI CIREGLIO

Sono tornato per percorrere il sentiero che conduce al Sasso di Cireglio, uno zoccolo roccioso che permette di vedere la vallata sottostante fino a Pistoia.

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L’itinerario è descritto benino da questa mappa che viene data gratuitamente in qualsiasi bar del paese.

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Il percorso è evidente in colore rosso nella foto.

quando si arriva alle Piastre da Pistoia prendere l’unica strada che sale a destra (la strada non si chiama più né via Montanina né via della Chiesa, come erroneamente indicato dalle istruzioni sopra). Ad un bivio la strada asfaltata curva decisamente a sinistra, prendere invece la sterrata che prosegue dritto. Camminare nel bosco per un quarto d’ora e infine si arriva ad un quadrivio: qui prendere la strada a destra ritrovando evidenti cartelli dopo qualche metro che indicano le varie deviazioni del percorso S1.

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Seguendo la direzione Sasso di Cireglio stare attenti a non perdere i segni bianco-rossi del CAI agli incroci (numerosi).

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Nel mese di agosto ho potuto vedere scoiattoli già all’opera nella ricerca delle prime nocciole, serpenti, falchi.

LE GHIACCIAIE DEL RENO

Tornando al quadrivio si imbocca il sentiero indicato dal cartello in foto.

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Si scende al fiume che pullula di girini nella stagione estiva. Si segue il bel sentiero attrezzato con ponticelli in legno che a sinistra riconduce a Le Piastre.

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Questo percorso fa parte di un ecomuseo all’aperto che mostra l’antica cultura della conservazione del ghiaccio e i lavori fatti dall’uomo per regimare le acque. Peccato che la pace del boschetto sia rovinata dal rombo delle auto che passano a pochi metri lungo il fondovalle.

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