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Saldi di stagione.

 

Nuovi arrivi freschi freschi dall’Africa.

Lavorano per 10 euro al giorno, sono giovani e vigorosi. Non chiedono contratto e voi non glielo fate.

Ma quei poveri ragazzi di vent’anni che vengono per fuggire da guerra e fame e finiscono nel lager del mercato nero italiano dovrebbero organizzarsi per farvi un culo così.

Se solo sapessero, prima di partire, quanto vili siete italiani miei, quanto poco comunicate tra voi e spiaccicati contro lo schermo di uno smartphone attraversate la città notte e giorno correndo verso lo shopping d’ultimo grido.

Quello che manca a quei poveri ragazzi africani che finiscono a battere le strade o a respirare polvere di calce nei cantieri è nient’altro che un regolare contratto di lavoro.

Se voi italiani di merda faceste un contratto di lavoro a quei ragazzi, loro potrebbero trovare alloggio in un appartamento decente con regolare contratto d’affitto, potrebbero farsi una macchina assicurata, potrebbero pagare le tasse e i contributi, potrebbero farsi un conto in banca e una carta di debito per spendere nei vostri negozi e integrarsi in società. In Francia, in Germania, Olanda, in provincia di Bergamo e di Bolzano questo succede. Più a Sud no. Perché questo grande meridione che comincia a Sud delle Alpi è troppo sporco dentro per pensare di doversi ripulire.

Gli Italiani quando vedono sporco dicono: non è abbastanza, puliremo quando sarà più sporco.

E tenetevelo così, questa spazzatura di Paese.

 

 

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Una volta avevo dei bei sogni.

Non si sono avverati.

Ma, almeno, li ho avuti.

 

 

IA

Voglio informare con questo piccolo articolo del pericolo verso cui sta andando l’umanità sviluppando, contro ogni regola ed etica, l’IA, l’intelligenza artificiale.

Solo 10 anni fa gli scienziati avrebbero detto che non era possibile sviluppare cervelli artificiali con le stesse prestazioni umane, oggi invece non solo lo stiamo facendo ma abbiamo perso qualsiasi metro di misura capace di predire le capacità di tali cervelli nei prossimi anni. Tali prestazioni saranno di sicuro superiori alle nostre.

L’intelligenza artificiale non è altro che un agglomerato di microprocessori, quindi non potrà mai avere sentimenti né avrà mai il tocco della Vita al suo interno, quindi non sarà mai dotata della creatività umana, ma incredibilmente questa ultima caratteristica è ormai bypassata grazie tre caratteristiche sviluppate negli ultimi anni di cui l’uomo non è dotato:

1 espandere all’infinito la velocità di calcolo

2 avere memoria quantitativamente infinita

3 ingrandire in maniera smisurata la quantità di dati e combinazioni da poter calcolare.

Un cervello artificiale oggi anche se non può “pensare” di sua iniziativa cose nuove, o se volete migliori di quelle di un uomo, può imparare a farlo prendendo come banca dati tutte le nostre attività umane, che passano ogni giorno su internet, e accumulare tali dati, per simulare e copiare da quel momento un cervello umano. Tuttavia la velocità a cui può eseguire qualsiasi di queste operazioni è nettamente superiore alla nostra.

Come risultato abbiamo che i robot oggi sono capaci, da zero, di imparare a camminare nel giro di pochi minuti, semplicemente guardando loro stessi come cadono, si rialzano, ricadono, e così via.

Quattro attività sono già completamente in mano, o lo saranno tra breve, a IA e molti non lo sanno:

-Il riconoscimento vocale, che è su tutti gli smartphone, Google, pc, tablet ecc.

-La produzione automobilistica, e altre attività industriali nei prossimi anni saranno impattate dalla robotizzazione con perdita che sfiora il 100% degli impiegati

-Le armi via cielo e via terra. Un esempio sono i droni, che già oggi stanno uccidendo migliaia di persone ogni giorno in attacchi mirati, comandati da pentagono, NSA, CIA e altri enti statunitensi (gli Stati Uniti sono pionieri in tale glorificante attività)

-Le auto con guida assistita, come le Tesla, che sono capaci di parcheggiare, iniziare e terminare un viaggio, evitare incidenti, insomma fare qualsiasi cosa senza che ci sia bisogno di toccare una sola volta il volante. Tra parentesi già oggi la qualità di guida di una di queste IA è di molte volte superiore alla nostra.

Già oggi è veramente difficile tener testa alla spam che arriva via mail sulle vostre caselle di posta.

Tra poco sarà praticamente impossibile perché la spam arriverà sotto forma del vostro migliore amico che vi scrive parlandovi di un problema che ha avuto a lavoro. Sarà una mail scritta da un IA preparata accumulando milioni di email simili a quella del vostro migliore amico e combinandola in maniera tale da assomigliare al tipo di messaggio che voi più frequentemente leggete o ritenete come affidabile.

Che rispondereste se uno vi rivelasse che molte amicizie che avete su Facebook sono con IA, non sono persone vere?

Che rispondereste se uno vi rivelasse che quando avete mandato delle domande al negozio online su cui avete fatto tante volte acquisti, e tutte le volte che Patrizia vi ha risposto tanto puntualmente, trattavasi di IA?

Che rispondereste se vi dicessero che quando chattate su hotline si tratta di IA?

Il cervello artificiale è capace di essere più veloce e potente di un cervello umano.

La domanda allora è: cosa potremo mai fare per prevedere un cervello superiore al nostro?

Saremmo capaci di supervisionare le mosse, le strategie, le decisioni? Ovviamente no.

E soprattutto, quello che si chiedono ormai le personalità più importanti coinvolte nel problema: a che pro fare questo, se considerando solo lo scenario più roseo questo porterà a una disoccupazione piena su scala mondiale senza che l’economia e la politica si sia preparata in questi anni ad affrontarla con eventuali nuovi modelli e nuove alternative?

Viviamo in un mondo politicamente obsoleto, fermo al feudale ventesimo secolo, mentre intorno a noi tra pochissimo i robot faranno tutto meglio di noi, senza di noi. Che cosa faremo noi?

Nessuno, in questo marasma di post-picco del petrolio, ha la forza di chiederselo.

Boh.

Questo fine settimana ho percorso un tratto del Cammino di San Bartolomeo con il gruppo CAI Scandicci.

csb-logo

Il tratto originale del Cammino, nel pezzo che va da Cutigliano a Popiglio, è al seguente link.

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E’ possibile contattare l’associazione Gruppo di studi Alta Val di Lima di Cutigliano per ottenere informazioni sul Cammino e per acquistare la guida che indica bene tutto il percorso del Cammino. Noi abbiamo effettuato una deviazione (vedi link sotto)

valle lune – 2 settembre – percorso  e toccato tra le varie tappe anche il ponte sospeso di Mammiano e il ponte a schiena d’asino di Castruccio.

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Controinformazione oggi è un parola nobile, non più un eufemismo.

Un esempio è Altreconomia, rivista mensile di reportage, giornalismo d’inchiesta, politica internazionale e società.

altreconomia

Due articoli, nei numeri di agosto e settembre, che potrebbero interessarvi

COS’E’ SUCCESSO DOPO IL TERREMOTO DEL 2016?

altreconomia.it/terremoto-reportage

terremoto

il 24 agosto 2016 un terremoto ha devastato l’area lungo la Valle del Tronto, tra i comuni di Accumoli, Arquata del Tronto, Amatrice e le sue sessantanove frazioni. Da allora quasi nulla è cambiato.

FERMATE I SOLDATI ROBOT

Nel numero di settembre la copertina è dedicata alla guerra disumana dei droni, i velivoli militari telecomandati che hanno rivoluzionato i conflitti, stravolto il mercato e contribuito alla destabilizzazione internazionale. Un’inchiesta sulla scia dell’appello “Fermate i soldati-robot” lanciato all’Onu da 116 fondatori di aziende di robotica e intelligenza artificiale.

Leggi articolo precedente su questo blog.

droni

 

 

Ho già scritto in passato della presenza di numerose sorgenti di acqua buona nel comune de Le Piastre e Cireglio. Vedi link.

IL SASSO DI CIREGLIO

Sono tornato per percorrere il sentiero che conduce al Sasso di Cireglio, uno zoccolo roccioso che permette di vedere la vallata sottostante fino a Pistoia.

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L’itinerario è descritto benino da questa mappa che viene data gratuitamente in qualsiasi bar del paese.

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Il percorso è evidente in colore rosso nella foto.

quando si arriva alle Piastre da Pistoia prendere l’unica strada che sale a destra (la strada non si chiama più né via Montanina né via della Chiesa, come erroneamente indicato dalle istruzioni sopra). Ad un bivio la strada asfaltata curva decisamente a sinistra, prendere invece la sterrata che prosegue dritto. Camminare nel bosco per un quarto d’ora e infine si arriva ad un quadrivio: qui prendere la strada a destra ritrovando evidenti cartelli dopo qualche metro che indicano le varie deviazioni del percorso S1.

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Seguendo la direzione Sasso di Cireglio stare attenti a non perdere i segni bianco-rossi del CAI agli incroci (numerosi).

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Nel mese di agosto ho potuto vedere scoiattoli già all’opera nella ricerca delle prime nocciole, serpenti, falchi.

LE GHIACCIAIE DEL RENO

Tornando al quadrivio si imbocca il sentiero indicato dal cartello in foto.

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Si scende al fiume che pullula di girini nella stagione estiva. Si segue il bel sentiero attrezzato con ponticelli in legno che a sinistra riconduce a Le Piastre.

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Questo percorso fa parte di un ecomuseo all’aperto che mostra l’antica cultura della conservazione del ghiaccio e i lavori fatti dall’uomo per regimare le acque. Peccato che la pace del boschetto sia rovinata dal rombo delle auto che passano a pochi metri lungo il fondovalle.

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Un articolo preso da WeForest a cui faccio annualmente una donazione

A post taken from WeForest:

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Just doing ‘less harm’ won’t get us there: we need a paradigm shift to tackle global warming.

Reducing carbon emissions and reducing deforestation (the second leading contributor of carbon emissions worldwide after the burning of fossil fuels) are essential and urgent: yet, they won’t suffice. The excess carbon is already stored in the oceans and will be released in the next decades, no matter what we do.

This is where our climate paradigm needs to shift.

Scientists are warning us: we need to drastically reduce the excess carbon in the atmosphere, and we need to do it now.
What’s more, we know how to do it. The New York Declaration on Forests (NYDF) in 2014 came up with a global commitment to mitigate global warming through large-scale forest protection and restoration. This can buy us decades on our race against global warming until a low carbon economy is available for all.  Why wait?

“How is the New York Declaration on Forests relevant to us as a company?”

3 years ago, before the Paris Climate Accord (COP21), world leaders got together at the UN Secretary-General’s Climate Summit in New York to announce what is now called the New York Declaration on Forests (NYDF). This non-legally binding political declaration grew out of dialogue amongst governments, companies and civil society to endorse a global timeline to cut natural forest loss in half by 2020, and to stop all deforestation by 2030. It also calls for restoring 350 million hectares of degraded forests and croplands,  an area larger than India. This ambitious – but achievable – target would enable us to absorb between 4.5 and 8.8 billion tons of carbon pollution every year – about as much as the current emissions of the United States.

So far, a total of 190 bodies have signed up to the NYDF: 40 governments, 20 sub-national governments, 57 multi-national companies, 16 groups representing indigenous communities, and 58 NGOs.  Those 57 companies who have already endorsed the NYDF have made a political statement. They want to be part of the change process. They want to be on the right side of history. They believe they can play their own significant part in global efforts to influence the UNFCCC process. We believe that joining this NY Declaration does give companies more visibility and credibility.