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Archive for febbraio 2017

Voglio essere propositivo dopo tanti articoli scritti con la bile invece che con l’inchiostro, inoltrando un link utile a chi vuole attivarsi sul territorio sacrificando appena l’1% del proprio tempo (o in alternativa €10 al mese) per cambiare l’Italia e aumentare l’importanza delle iniziative virtuose.

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Dal progetto Italia che Cambia è nata l’idea di chiamare all’azione i lettori richiedendo la loro partecipazione con una iscrizione e una scelta di attivarsi, coordinati da un manager. Leggere questo articolo per capire

http://www.italiachecambia.org/campagna/

 

 

 

 

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Chi di noi non conosce il lato oscuro del capitalismo e della globalizzazione? Beh, potremmo anche conoscerlo, perché magari abbiamo visto una sera l’ultimo di Michael Moore su YouTube, ma non lo viviamo come lo vivono in questo momento i cinesi.

 

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L’informazione dei media e quella che riceviamo ogni giorno dalla rete influenza le nostre idee e convinzioni e determina addirittura le nostre scelte di vita, come successe nel mio caso con una serie di scelte di vita verso un progetto di rilocalizzazione e sostenibilità nel 2011.

L’informazione attualmente nei mainstream è pilotata dai grandi interessi multinazionali e militari, quindi è molto pericoloso “lasciarla fare” cioè guardare quello che passa. Molto importante è invece filtrarla creando degli account e iscriversi ai canali che riteniamo giusti, adeguati e pesati sulla base della fiducia che abbiamo verso determinati giornalisti e giornali.

La mia attuale informazione quotidiana è:

Abbonamento: Altreconomia

YouTube: iscrizione al canale Byoblu, PandoraTV, Italia che cambia, RT

Trasmissioni TV registrate in rete e visibili su YouTube: Piazzapulita, Otto e mezzo, La 7 Attualità

Blog e giornali online: Beppegrillo, IlFattoQuotidiano, Claudio Messora, Diego Fusaro

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Sono decine invece le letture su altri giornali saltuariamente visito:

The Ecologist, Financial times, Economist, Internazionale, Time.

Ogni tre-quattro mesi queste fonti possono cambiare, dipendendo dalle mie preferenze, giudizio critico e interessi.

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Di cosa si parla: Glifosato, celiachia, biologico, byoblu
Tempo fa, 2013 credo, studiai diverso materiale sulla celiachia e in quel periodo mi occupavo anche di agricoltura ecologica.
Stavo studiando anche gli inquinanti in uso in agricoltura e disegnai  due curve: una dell’andamento negli ultimi anni della celiachia, esplosa misteriosamente. Un’altra dell’uso del glifosato.
Tutti intorno a me in quel periodo nutrizionisti e medici compresi stavano a dire: la celiachia è dovuta al glutine, è intolleranza.
Tutti, dotti e profani si sono riempiti la bocca con questa parola senza sapere talvolta neanche che significa.
Ai supermercati è esplosa la moda del gluten-free. Le famiglie con i figli celiaci evitavano il pane come la peste: riempivano la dispensa di prodotti senza glutine. Per esempio mangiavano solo riso e SOIA. Si parlava solo di quello, a Firenze.
Quello che io avevo notato era molto strano: le due curve di cui sopra, glifosato-celiachia, combaciavano perfettamente.
per me era evidente: siccome il glifosato è usato nelle coltivazioni di cereali, è lui la causa della celiachia.
Talvolta al mio interlocutore domandavo: Scusa ma se è il glutine a provocare la celiachia, perché mai noi italiani ne siamo tanto affetti solo ora, dato che da almeno 500 anni ci abboffiamo, tutti i giorni pari e quelli dispari anche, di grano?

Questo bellissimo servizio di Claudio Messora mi ha fatto saltare sulla sedia.
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La soluzione?

Contattare produttori di grani biologici, sani e privi di veleni. Non comprare più prodotti industriali, trovare un gruppo di acquisto solidale vicino casa e iscriversi.
Diffondete!

Postfazione

Sosteniamo Claudio Messora e diffondiamo il suo appello: Leggi qui

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