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Archive for the ‘Consapevolezza’ Category

Controinformazione oggi è un parola nobile, non più un eufemismo.

Un esempio è Altreconomia, rivista mensile di reportage, giornalismo d’inchiesta, politica internazionale e società.

altreconomia

Due articoli, nei numeri di agosto e settembre, che potrebbero interessarvi

COS’E’ SUCCESSO DOPO IL TERREMOTO DEL 2016?

altreconomia.it/terremoto-reportage

terremoto

il 24 agosto 2016 un terremoto ha devastato l’area lungo la Valle del Tronto, tra i comuni di Accumoli, Arquata del Tronto, Amatrice e le sue sessantanove frazioni. Da allora quasi nulla è cambiato.

FERMATE I SOLDATI ROBOT

Nel numero di settembre la copertina è dedicata alla guerra disumana dei droni, i velivoli militari telecomandati che hanno rivoluzionato i conflitti, stravolto il mercato e contribuito alla destabilizzazione internazionale. Un’inchiesta sulla scia dell’appello “Fermate i soldati-robot” lanciato all’Onu da 116 fondatori di aziende di robotica e intelligenza artificiale.

Leggi articolo precedente su questo blog.

droni

 

 

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Chi di noi non conosce il lato oscuro del capitalismo e della globalizzazione? Beh, potremmo anche conoscerlo, perché magari abbiamo visto una sera l’ultimo di Michael Moore su YouTube, ma non lo viviamo come lo vivono in questo momento i cinesi.

 

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L’informazione dei media e quella che riceviamo ogni giorno dalla rete influenza le nostre idee e convinzioni e determina addirittura le nostre scelte di vita, come successe nel mio caso con una serie di scelte di vita verso un progetto di rilocalizzazione e sostenibilità nel 2011.

L’informazione attualmente nei mainstream è pilotata dai grandi interessi multinazionali e militari, quindi è molto pericoloso “lasciarla fare” cioè guardare quello che passa. Molto importante è invece filtrarla creando degli account e iscriversi ai canali che riteniamo giusti, adeguati e pesati sulla base della fiducia che abbiamo verso determinati giornalisti e giornali.

La mia attuale informazione quotidiana è:

Abbonamento: Altreconomia

YouTube: iscrizione al canale Byoblu, PandoraTV, Italia che cambia, RT

Trasmissioni TV registrate in rete e visibili su YouTube: Piazzapulita, Otto e mezzo, La 7 Attualità

Blog e giornali online: Beppegrillo, IlFattoQuotidiano, Claudio Messora, Diego Fusaro

rt

Sono decine invece le letture su altri giornali saltuariamente visito:

The Ecologist, Financial times, Economist, Internazionale, Time.

Ogni tre-quattro mesi queste fonti possono cambiare, dipendendo dalle mie preferenze, giudizio critico e interessi.

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Di cosa si parla: Glifosato, celiachia, biologico, byoblu
Tempo fa, 2013 credo, studiai diverso materiale sulla celiachia e in quel periodo mi occupavo anche di agricoltura ecologica.
Stavo studiando anche gli inquinanti in uso in agricoltura e disegnai  due curve: una dell’andamento negli ultimi anni della celiachia, esplosa misteriosamente. Un’altra dell’uso del glifosato.
Tutti intorno a me in quel periodo nutrizionisti e medici compresi stavano a dire: la celiachia è dovuta al glutine, è intolleranza.
Tutti, dotti e profani si sono riempiti la bocca con questa parola senza sapere talvolta neanche che significa.
Ai supermercati è esplosa la moda del gluten-free. Le famiglie con i figli celiaci evitavano il pane come la peste: riempivano la dispensa di prodotti senza glutine. Per esempio mangiavano solo riso e SOIA. Si parlava solo di quello, a Firenze.
Quello che io avevo notato era molto strano: le due curve di cui sopra, glifosato-celiachia, combaciavano perfettamente.
per me era evidente: siccome il glifosato è usato nelle coltivazioni di cereali, è lui la causa della celiachia.
Talvolta al mio interlocutore domandavo: Scusa ma se è il glutine a provocare la celiachia, perché mai noi italiani ne siamo tanto affetti solo ora, dato che da almeno 500 anni ci abboffiamo, tutti i giorni pari e quelli dispari anche, di grano?

Questo bellissimo servizio di Claudio Messora mi ha fatto saltare sulla sedia.
claudio_messora

La soluzione?

Contattare produttori di grani biologici, sani e privi di veleni. Non comprare più prodotti industriali, trovare un gruppo di acquisto solidale vicino casa e iscriversi.
Diffondete!

Postfazione

Sosteniamo Claudio Messora e diffondiamo il suo appello: Leggi qui

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Dietro l’Euro c’è il piano, non più tenuto sotto i radar, di rifacimento del sistema economico dell’intera Europa occidentale. Il trattato di Lisbona è una guerra dichiarata contro le Democrazie europee. Le azioni dei lobbisti e dei tecnocrati di Bruxelles degli ultimi anni non lasciano dubbi. Basti elencare alcuni fatti: l’intrusione e modifica del processo referendario greco del 2011, la deposizione in Italia di Berlusconi (dopo che aveva accennato al ritorno alla lira), la manovra subdola per far saltare il voto del Brexit (video Byoblu), i referendum costituzionali annullati a Francia e Irlanda.

Il piano è quello dichiarato senza alcun timordidio dai banchieri-finanzieri-lobbisti, ovvero i nuovi “rentiers” per usare un termine degli economisti. Qual’è questo piano:

Impoverire l’Europa con una deflazione forzosa e prolungata negli anni. La deflazione è l’opposto dell’inflazione.

INFLAZIONE – DEFLAZIONE

Nei periodi di inflazione circola molta moneta cartacea ed elettronica, troppa. Tanto che la valuta stessa si “svaluta”, perde di valore, come fosse una merce di cui ce n’è troppa e quindi vale sempre meno. Questo è visibile tenendo d’occhio il prezzo di uno stesso prodotto prima e dopo l’inflazione: ad esempio teniamo d’occhio una scatola di fiammiferi, il cui prezzo vediamo salire duarnte un periodo inflativo. Quel prezzo non sale certo perché improvvisamente la tecnologia arretra facendo costare di più all’industria produrre una scatola di fiammiferi. Piuttosto è la moneta che vale meno e quindi semplicemente alla scatola di fiammiferi viene applicato un prezzo maggiore in euro sul mercato, perché gli euro hanno meno valore di prima, rispetto alla scatola di fiammiferi.

Nella deflazione succede l’opposto circola poca moneta, cartacea ed elettronica. Troppo poca. Quando non circola la moneta sufficiente per mandare avanti l’economia si hanno gli stessi effetti in un corpo umano di quando non circola abbastanza sangue. Nonostante vi siano organi, come le membra o il fegato, in perfetta salute e capaci di lavorare (equivalenti, nel paragone, alle varie classi lavorative, braccianti, il comparto dei servizi, i comparti industriali, ecc) queste non sono messe in condizione di lavorare perché manca loro il sangue. Si impoveriscono, cioè dimagriscono pian piano, come dei muscoli sottoutilizzati, fino a morire di inedia.

Allo stesso modo agisce la deflazione forzosa prolungata in uno stato: le classi lavorative perdono lavoro e si impoveriscono. Di conseguenza si riduce la loro spesa privata (come gli acquisti), spendono sempre meno perché non hanno nulla da spendere, mentre i loro risparmi scompaiono. Chi ha contratto un debito fallisce, perché non circola abbastanza denaro da intascare e poter ripagare il debito. Si scatena cioè tutta una catena di eventi che, in sostanza, porta il paese alla miseria.

Ma cosa credeva la plebaglia europea? Che l’euro fosse stato fatto per la loro felicità?

A.Parguez

Perché si vorrebbe impoverire l’Europa? per saccheggiarla, ovviamente. Come i sovrani medievali facevano sei secoli or sono.

Per farlo è necessario togliere di mezzo la figura del cittadino. E’ necessario cancellare il popolo, smagliarlo, scoordinarlo fino a farlo diventare un ammasso di poveri reietti che accettano finalmente la loro condizione di poveri e non pretendono più di risollevarsi. Accettano la loro povertà e si piegano da quel momento a vivere in una miseria che non si vedeva dal medioevo, accettano stipendi da cinesi, accettano di essere dominati da una plutocrazia, essere governati cioè dai ricchi.

Questa favola dell’orrore in realtà mi faceva sorridere anche a me, fino a poco tempo fa: mi dicevo, Non esageriamo!

Oggi voglio scrivere di due aspetti inquietati che, seppur non connessi necessariamente tra loro, vedo davanti ai miei occhi e che remano invece a favore di questo piano tragico.

PASSIVITÀ

Gli italiani si sono stati zitti dopo il golpe del 2011 (video Fusaro, video Barnard), dopo che è stato deposto un governo regolarmente eletto ed è stato messo al suo posto un banchiere della Goldman Sachs (articolo del Giornale).

Non si sono viste rivolte, movimenti, scioperi, azioni legali. Insomma, vedo che il popolo sta accettando qualsiasi porcheria gli venga perpetrata dal di sopra e ingoia qualsiasi cosa, passivo.

Unica denuncia formale alla Procura della Repubblica è quella avanzata dall’Avv. Marco Mori e tutt’ora in corso (che vi invito a presentare anche voi, sperando che prima o poi qualche anima buona di giudice la colga) scaricabile a questo link.

Insomma sembra che il popolo non sia più capace di rivoluzioni, nel sud Europa.

Mi sembra una realtà di importanza epocale, una cambiamento interiore della società impressionante, storico. PERCHÉ NON SE NE PARLA?!?

COMUNICATIVITÀ IN DECLINO

Secondo aspetto preoccupante. L’avanzamento della tecnologia e la maggiore comunicazione messa a disposizione di tutti con i mezzi tecnologici, in Italia primo fra tutti Whatsapp, sta avendo l’effetto opposto.

Ad esempio mi è successo pochi giorni fa di mandare in riparazione lo smartphone e rimanere con un datato ma ancora funzionante cellulare. Gli ho inserito la mia SIM e quindi ero reperibile sul mio numero mobile, avevo poi a casa email e skype, fax, ecc. Mancava, insomma, solo la chat line di Whatsapp.

Ora c’è da dire che sto in molti gruppi in cui si stanno portando avanti tramite Whatsapp numerose conversazioni importanti sulla scuola di mia figlia, ma anche riguardo all’organizzazione di gruppi di attivismo di varion genere, conversazioni con i miei clienti, informazioni di lavoro, ecc.

Ebbene, non ho ricevuto una chiamata! Mi è stato detto quando sono ritornato in possesso dello smartphne: “Ma dov’eri finito!?”

Scritto attraverso un messaggio Whatsapp… ovvio.

In conclusione, in questi anni la comunicazione tra piattaforme informatiche, software e file sta aumentando, ma la comunicatività delle persone sta diminuendo. La capacità di comunicare verbalmente, di telefonare qualcuno, il coraggio di sollevare la cornetta e di affrontare una voce dall’altra parte, con un suo accento, un suo pensiero, con delle convizioni, una sua risposta perentoria e magari sgradita lì per lì. Tutto questo si evita con Whatsapp. Si evita il contatto umano e ci si rifugia nel cuscino morbido e rassicurante del sonno della mente.

E allora sì che mi chiedo dove si andrà a finire se si reputa una situazione scolastica come quella della scuola in cui sta mia figlia non abbastanza importante da scomodarsi a chiamare per telefono qualcuno, oppure se non si reagisce neanche di fronte l’immensità della notizia di una perdita di sovranità.

Questi due aspetti dell’imbarbarimento della società rappresentano la condizione ideale per fare di un popolo carne da macello. Chi non ne approfitterebbe! Un popolo che non comunica e non reagisce davanti una aggressione finanziaria fatta a suon di leggi che cancellano il proprio diritto a gestire la propria economia, chi non ne farebbe un sol boccone di un popolo di pecore così!

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clorof

Agricoltura sostenibile, economia civile, bioarchitettura, arte nei parchi, inquinamento: saperne di più non è solo bene, è necessario.

Clorofilla, il festival di film e documentari ‘green’ di Legambiente,  ospite dal 6 al 9 ottobre nella storica sala fiorentina Spazio Alfieri, ci informerà su tutto questo.

 

Iniziato nel Salento e portato in undici località italiane, Clorofilla si fermerà a Firenze con documentari e corti premiati e pluripremiati, da “Bellissima” di Alessandro Capitani, vincitore del David di Donatello 2016, a “Babbo Natale” di Alessandro Valenti e “Amira” di Luca Lepone, vincitori del concorso MigrArti.

 

I documentari che si proietterano durante il Clorofilla film festival sono:

“DERT” di Mario e Stefano Martone su un’esperienza positiva di imprenditoria nei luoghi della guerra nei Balcani;

“La Gente Resta” di Maria Tilli, la forza di una famiglia che continua a vivere nei terreni inquinati dell’ILVA, prodotto da Fabrica con Rai Cinema;

“Don’t flush your freedom” di Alessandro Turci e Federica Miglio che racconta il mondo e la filosofia Earthship, la bioarchitettura del rivoluzionario architetto americano Mike Reynolds;

“Bioresistenze” di Guido Turus e Elisabetta Angelillo, un viaggio dentro il mondo dell’ agricoltura sostenibile.

 

Aprirà le serate il documentario campione d’incassi in Francia “Domani” di Cyril Dion e Mélanie Laurent, un lavoro on the road fatto da persone che vogliono dare il loro contributo per salvare il pianeta.

Sabato 8 ottobre giornata realizzata con l’iniziativa culturale Novo Modo, promossa da Fondazione Banca Etica e da molti altri soggetti.

Un concerto speciale del maestro Stefano Ordini e le premiazioni nella serata finale di domenica 9 ottobre.

 

Il tutto grazie alla collaborazione con Spazio Alfieri e Quelli della Compagnia.

 

 

Per saperne di più su ogni film, per orari e programma: www.spazioalfieri.it

Ingresso:

• 7 euro per il film ‘Domani’ – ridotto 6 euro

• Per tutte le altre proiezioni ingresso 6 euro – ridotto 5 euro (il biglietto per una proiezione vale per tutte le altre della giornata ad esclusione del film documentario ‘Domani’)

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Ho inserito nel menu “Leggi anche…” il blog di Peppe Carpentieri perché pieno di informazioni e di iniziative. Sono rimasto contento della preparazione di Peppe sull’argomento inceneritori nel film Sporchi da morire, nel quale si può vedere uno stralcio di intervista.

Dateci un’occhiata.

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