Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘LUOGHI TOSCANI’ Category

Questo fine settimana ho percorso un tratto del Cammino di San Bartolomeo con il gruppo CAI Scandicci.

csb-logo

Il tratto originale del Cammino, nel pezzo che va da Cutigliano a Popiglio, è al seguente link.

IMG_20170902_170508

E’ possibile contattare l’associazione Gruppo di studi Alta Val di Lima di Cutigliano per ottenere informazioni sul Cammino e per acquistare la guida che indica bene tutto il percorso del Cammino. Noi abbiamo effettuato una deviazione (vedi link sotto)

valle lune – 2 settembre – percorso  e toccato tra le varie tappe anche il ponte sospeso di Mammiano e il ponte a schiena d’asino di Castruccio.

IMG_20170902_144319

IMG_20170902_170717

 

 

Annunci

Read Full Post »

Ho già scritto in passato della presenza di numerose sorgenti di acqua buona nel comune de Le Piastre e Cireglio. Vedi link.

IL SASSO DI CIREGLIO

Sono tornato per percorrere il sentiero che conduce al Sasso di Cireglio, uno zoccolo roccioso che permette di vedere la vallata sottostante fino a Pistoia.

2017-08-28_013

sasso-cireglio.jpg

L’itinerario è descritto benino da questa mappa che viene data gratuitamente in qualsiasi bar del paese.

FullSizeRender_1

Il percorso è evidente in colore rosso nella foto.

quando si arriva alle Piastre da Pistoia prendere l’unica strada che sale a destra (la strada non si chiama più né via Montanina né via della Chiesa, come erroneamente indicato dalle istruzioni sopra). Ad un bivio la strada asfaltata curva decisamente a sinistra, prendere invece la sterrata che prosegue dritto. Camminare nel bosco per un quarto d’ora e infine si arriva ad un quadrivio: qui prendere la strada a destra ritrovando evidenti cartelli dopo qualche metro che indicano le varie deviazioni del percorso S1.

2017-08-28_006

Seguendo la direzione Sasso di Cireglio stare attenti a non perdere i segni bianco-rossi del CAI agli incroci (numerosi).

2017-08-28_034

Nel mese di agosto ho potuto vedere scoiattoli già all’opera nella ricerca delle prime nocciole, serpenti, falchi.

LE GHIACCIAIE DEL RENO

Tornando al quadrivio si imbocca il sentiero indicato dal cartello in foto.

2017-08-28_005

Si scende al fiume che pullula di girini nella stagione estiva. Si segue il bel sentiero attrezzato con ponticelli in legno che a sinistra riconduce a Le Piastre.

2017-08-28_035

Questo percorso fa parte di un ecomuseo all’aperto che mostra l’antica cultura della conservazione del ghiaccio e i lavori fatti dall’uomo per regimare le acque. Peccato che la pace del boschetto sia rovinata dal rombo delle auto che passano a pochi metri lungo il fondovalle.

2017-08-28_039

2017-08-28_040

2017-08-28_033

2017-08-28_041

Read Full Post »

Acquacheta

Venti agosto duemiladiciassette. Tié.

Oggi racconto com’è possibile da Firenze in circa un’ora andare nel parco delle Foreste Casentinesi a trascorrere una giornata nella Natura, fare rifornimento di acqua e comprare prodotti buoni.

Per prima cosa saltare in macchina e arrivare a San Benedetto in Alpe (io ho fatto l’itinerario: Autostrada uscita Firenze-Sud, dopodiché Rufina, Dicomano, San Godenzo, su strada SS67)

Arrivati a San Benedetto in Alpe lasciare la macchina e imboccare il sentiero che indica Acquacheta, che sta vicino il Centro Visite dove una ragazza abbastanza bona può darvi indicazioni sulla visita alle cascate e vendervi una mappa alquanto fica dei sentieri CAI del Parco delle Foreste Casentinesi al prezzo di €10. Io l’ho comprata.

carta

Il sentiero dell’Acquacheta è un sentiero che si inoltra in bei boschi di faggio, acero, castagno, nocciolo, noce e ontàno e che sale fino a circa 600 metri fino a raggiungere una radura chiamata il Romito, creata dai monaci dell’Abbazia Benedettina (ne rimangono solo dei resti purtroppo non conservati). La cascata citata da Dante fu creata da questi monaci che intervennero nella deviazione di un fiume (l’Acquacheta appunto) creando un salto di circa 70 metri (nei mesi autunnali forse è possibile vederla ancora).

Il telefono del Centro Visite, nel caso voleste telefonare per sapere se la cascata c’è o è in secca lo riporto di seguito: 349 7667400

Esco dal centro visite e mi metto a camminare volenteroso e voglioso di natura e di cascate.

2017-08-20_023.JPG

Il sentiero è comunque bello, anche senza cascata se non fosse per i turisti che ad ogni spiazzo si fermano banchettando e lasciando scottex cacate lattine e altri residui nel sottobosco.

Allora mi sono prodigato nella raccolta dei rifiuti facendo il mio dovere di scout e lasciando il posto un pochino più pulito di come lo avevo trovato e riempiendo una busta di residui.

La quale busta non sapevo dove buttare senonché al ritorno, all’uscita del sentiero ho trovato un signore dalla barba bianca che appena mi ha visto mi ha subito urlato di buttare il sacchetto nel vicino cassonetto. Qualche uovo messo in bella mostra in un cestino di vimini, quelle uova su cui non c’è etichetta né niente, ma a detta sua sono delle sue galline che sono le migliori del mondo.

Così ho tirato dritto e sceso all’incrocio del paese ho trovato invece qualcosa di molto più interessante: una bottega di vendita diretta di prodotti biologici: uova freschissime appena cacate dalle galline biologiche e formaggi e carne di lonza (proprio come la chiamava il sommo poeta!) e formaggi, vino miele insaccati ricotta marmellate e ragù pronti, tutto ma dico tutto biologico.

bio.jpg

E allora ho aperto il portafoglio e ho speso ventisei euro di BIO perché di fronte a questo po’ po’ di roba tutta certificata non si bada a spese.

Ok ora che ho scritto tutto e che l’ho pure condito con le foto esemplificative non rimane altro che andare a letto e pregare di non scrivere più un articolo quando sono ubriaco del vino BIO altrimenti mi comprometto definitivamente… ‘Notte a tutti.

Ah, dimenticavo, avevo portato le taniche per fare rifornimento di acqua nella piazza del paese ma invece questo è quello che ho letto su un cartello

2017-08-20_020.JPG

Ho pensato: ma come, un posto che scoppia di acqua viene rifornito dalle autobotti? Andiamo bene andiamo. Ah, già, dimenticavo che ormai è tutto secco, persino la cascata di 70 metri. Vabbè pazienza.

 

 

 

Read Full Post »

Chi pratica arrampiacata sportiva come me conosce il camaiorese come il miglior posto dove trovare ottime falesie.

Tuttavia è anche una zona ricca di boschi e acqua. Un primo punto dove rifornirsi è presso il mulino di Candalla. Dal Mulino si può poi proseguire lungo un sentiero a piedi (il C7, segnato dal CAI) alla scoperta degli antichi mulini oggi in disuso, nella stretta valle del fiume lombricese.

c7

COME ARRIVARE A CANDALLA

In auto

Usciti dall’autostrada al casello di Viareggio, seguire le indicazioni per Camaiore. Poi proseguire per Casoli. Ad un certo punto, dopo aver lasciato la pianura ed aver iniziato ad addentrarci nella stretta valle, c’è un’indicazione marrone per Candalla sulla destra. Seguire la tortuosa stradina di paese fino ad arrivare all’indicazione Osteria di Candalla.

camaiore

LE FONTANE

candalla12

Prima fontana sotto il ponte. Acqua non controllata.

Proprio dopo l’osteria la strada si chiude (vedi foto). Sotto l’antico ponte a schiena d’asino c’è un primo fontanello. Un secondo fontanello lo si incontra proseguendo a piedi lungo il sentiero dopo qualche tornante

foto-27-11-16_candalla_2-14-22-01

 

Seconda fontana sulla sinistra (acqua non controllata).

Nei pressi del mulino di Candalla c’è il tabellone che indica l’itinerario ad anello di circa 7 Km a piedi del sentiero C7, molto bello da percorrere in autunno.

cam_map

A Camaiore c’è il negozio, Tosco Climb Store, che ha varie mappe dei sentieri, qui di seguito l’indicazione per trovarlo (Camaiore è piccola):

toscoclimb

Read Full Post »

foto-13-11-16-09-35-38

La fontana a San Quirico.

Nella svizzera pesciatina (prov. Pistoia) sono presenti molte sorgenti lungo sentieri e strade sterrate. Questo mese ho partecipato ad un itinerario CAI per poterle scoprire. Mi sono affiliato al gruppo di Scandicci (ringrazio Simona e Laura) e insieme abbiamo percorso i boschi di castagno attraverso alcune delle dieci “castella” (cioè borghi medievali) della montagna pistoiese. Nella mappa seguente trovate le sorgenti indicate a pagina 4 insieme all’itinerario del percorso evidenziato in giallo.

presentazione-standard3

Read Full Post »

Tra Vaglia e Borgo San Lorenzo c’è Monte Senario, con un famoso (immancabile) monastero sulla sommità, oggi meta tradizionale di passeggiate domenicali.

foto-30-10-16-12-04-16

Per trovare acqua buona abbiamo seguito le indicazioni stradali fino a Polcanto (grazie, Paolo, per i consigli!) e poi all’interno del paese abbiamo seguito l’indicazione gialla “Ristorante Lake Forest” (aridaglie con l’esterofilia!) che fa proseguire a sinistra nei boschi. Già si intravedono tanti castagneti!

img_5471

Arrivati al Lake Forest svoltare in salita di nuovo a sinistra seguendo la strada che dopo una breve e ripida salita scende dolcemente. Qui ad un paio di chilometri trovate sulla sinistra la Fonte di Fabio. Acqua buona e fresca, dicono gli abitanti. “Ma controllata?” Mi domando io.

foto-30-10-16-13-16-46

Intanto la beviamo e ci godiamo la mattinata di questo ultimo fine settimana di ottobre che è stato inaugurato all’insegna del sole più splendido.

Trovate la posizione di questa fonte sulla mappa.

foto-30-10-16-13-59-36

NB: non è consentito raccogliere funghi, castagne di suolo privato e lavare le auto in prossimità della fontana (!).

Read Full Post »

Di svizzero non ha nulla, a parte il fatto che non c’è il mare. Sto parlando della regione montuosa localizzata nella Valleriana, in cui rientrano una decina di paesi dell’appennino pistoiese. Questi dieci paesi vengono chiamati Castella e sono: Pietrabuona, Fibbialla, Medicina, Aramo, Sorana, San Quirico, Vellano, Castelvecchio, Stiappa e Pontito. (qualche info a questo link)

Sembra quasi un sintomo del proverbiale complesso d’inferiorità italiano, quello di darsi importanza facendo appello a riferimenti stranieri, ma in questo angolo di appennino trovo invece il tipico ambiente umano appenninico: ruderi, strade rotte, castagne, tanto rigoglìo di vegetazione ovunque, discariche improvvisate sul ciglio della strada, parlata dialettale e tanta buona cucina!

Pescia si raggiunge facilmente dall’autostrada Firenze-Lucca uscendo a Chiesina Uzzanese. Si seguono le indicazioni fino a Pescia e poi si prosegue nel fondovalle lungo la Strada Provinciale Mammianese. Da Firenze in tutto sono circa 40 minuti.

Lungo la strada che da Pescia porta a Pietrabuona si incontra sulla destra una piccola edicola in mattoni, è una fontana costruita nel 1902 da un privato. Proprio in corrispondenza della fontana il manto stradale da segni evidenti di cedimento ed è stato malamente rattoppato.

img_5370

L’acqua la sento buona da bere, ma non sono riuscito a reperire informazioni se sia o no controllata. Abbiamo fatto scorta. Non presenta impurità, ma ha un sentore di rubinetto, più che di sorgente.

img_5371

La trovate indicata nella mappa come “Fontana di Pietrabuona”

 

 

 

Read Full Post »

Older Posts »