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Archive for maggio 2011

 

I fosfati sono fertilizzanti fondamentali usati in agricoltura. Possiamo vivere senza petrolio, ma non senza fosfati. Qui la curva non è completa, ma la tendenza è ugualmente chiara.

Leggi il resto dell’intervento di Ugo Bardi a questo link.

 

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Arriva dalle città di transizione, in particolare da Monteveglio, un vademecum per migliorare la propria dieta a partire da principi di buon senso in stile permacultura.

Una cosa che noto è l’estrema somiglianza con il decalogo di Michael Pollan presentato nel suo libro in difesa del cibo.

Ma d’altronde nell’epoca in cui la rete rende disponibili molte risorse e riferimenti, le conclusioni di persone e associazioni che riscoprono la salute nel riavvicinamento alla terra convergono allo stesso punto, perché i percorsi di presa di coscienza sono comuni.


In questo link il post originale di Monteveglio città di Transizione.

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Questo post è stato ispirato da una richiesta di chiarimento di un amico. Sono d’accordo: all’inizio è necessario avere un punto d’appoggio per entrare nell’argomento. Online la documentazione in p/c è scarsa (le reti sono attive e basate soprattutto su incontri, non lezioni virtuali). Io mi sono trovato bene cominciando con i libri (I testi fondamentali sono stati finalmente tradotti anche in italiano) e con un corso pratico di 72 ore.

La permacultura è progettazione di insediamenti umani sostenibili. Sembra molto generico e in effetti gli insediamenti umani hanno bisogno di animali e piante come cibo, energia, abitazioni, microclima, acqua, organizzazione sociale, riscaldamento, trattamento dei rifiuti, ecc… In tutto questo entra la progettazione in p/c.

Le tre Etiche

La p/c, come ogni cultura che sappia della nostra connessione all’ecosistema, rifiuta o meglio supera ogni idelogia (la si veda questa come una scelta di evitare i pericoli del “Pensiero Unico”). La Natura resta come l’unica ispiratrice.

Dalla considerazione ovvia di dover mantenere l’uomo in equilibrio con la biosfera, nasce la necessità di rispettare le seguenti etiche:

: Cura della Terra. Ricostruire il “capitale naturale”.
2ª: Cura delle Persone. Abbi cura di te, del prossimo e della comunità.
3ª: Condivisione del Surplus. Porre limiti di consumo e riproduzione. Redistribuire l’eccesso condividendolo con gli altri.

I 12 principi (da ore 1 a ore 12). Al centro: le tre Etiche.

Tratto da: permacultureprinciples.com

I 12 principi di progettazione

I principi di progettazione in p/c sono “strumenti di una cassetta degli attrezzi” che, se usati bene e insieme, ci consentono di progettare il nostro ambiente esterno ma anche il nostro comportamento in modo da mantenere il nostro percorso sempre all’interno delle tre etiche enunciate sopra. Il risultato in ogni caso dipende molto, data la generalità di questi principi, dalla nostra capacità di vedere le opportunità di miglioramento per ogni caso concreto di progettazione.

I principi sono un invito a vedere con occhi diversi la nostra solita realtà, vedere ad esempio le connessioni là dove abbiamo sempre considerato gli elementi separatamente.

La progettazione in p/c è applicabile ad ogni contesto: si può progettare l’organizzazione domestica, un terreno, una casa, un villaggio, un orto, a secondo che ci troviamo in campagna o in città (nelle figure sotto: due esempi di come “pensare sostenibile” in casa). P/c è una cultura, o ancora un atteggiamento rispettoso nei confronti di nostra Madre Natura, in ogni cosa che facciamo.

Esempio di permacultura urbana: erbe aromatiche coltivate nel cortile.

Ridurre rifiuti e le spese: yogurt prodotto in casa.

1 – Osserva e interagisci
“La bellezza è negli occhi di chi guarda”
Prendendoci il tempo di osservare l’ambiente che ci circonda possiamo trovare soluzioni per una progettazione che si adatta perfettamente alla nostra situazione e alle nostre esigenze.

2 – Cattura e conserva energia
“Fai il pieno finché c’è sole”
Sviluppando sistemi che raccolgono risorse quando esse sono abbondanti, possiamo renderle utilizzabili nel momento del bisogno anche se non sono presenti.

3 – Ottieni un raccolto
Non si lavora bene a stomaco vuoto
Assicurati di ricevere premi veramente utili come parte e ricompensa del lavoro che stai facendo.

4 – Accetta l’autoregolazione e il feedback (la revisione del progetto)
“Le colpe dei padri ricadono sui figli fino alla settima generazione”
Dobbiamo scoraggiare il protrarsi di società rigide. Gli elementi che le rendono tali sono principalmente le strutture gerarchiche che fanno leva sulle ideologie. Tali strutture rifiutano di cambiare, di scomparire quando obsolete o modificarsi per aggiornarsi ai nuovi bisogni. Una società più giusta è invece una società creata con approccio bottom-up che accetti il feedback continuamente.

5 – Usa e valorizza risorse rinnovabili
“Lasciate che la natura faccia il suo corso”
Facciamo il miglior uso delle abbondanti risorse naturali per ridurre il nostro atteggiamento di consumismo e dipendenza da risorse non rinnovabili.

6 – Produci ZERO rifiuti
“Una cucitura fatta in tempo salva il calzino. Zero spreco, Zero voglie infantili: siamo cresciuti!”
Diamo valore e utilizzando tutte le risorse che sono disponibili, niente va sprecato.

7 – Progetta partendo dai modelli naturali ai dettagli
“La foresta NON è la somma degli alberi”
Facendo un passo indietro e ampliando la prospettiva con lo sguardo, possiamo osservare i modelli della società e della natura. Essi possono formare l’ossatura dei nostri progetti, arricchendoli di dettagli mentre proseguiamo.

8 – integra invece di separare
“Molte mani rendono il lavoro facile”
Mettendo le cose giuste al posto giusto, le relazioni si sviluppano tra di esse e gli elementi lavorano insieme per supportarsi uno con l’altro.

9 – Usa soluzioni piccole e lente
“Più sono in alto, più male fa la caduta”
Sistemi piccoli e lenti sono più facili da mantenere che sistemi grandi, facendo un migliore uso delle risorse locali e producendo risultati più sostenibili.

10 – Usa e valorizza la diversità
“Non mettere tutte le tue uova nello stesso paniere (facile immaginare che fine faranno)”
La diversità riduce la vulnerabilità verso minacce di varia origine.

11 – Usa e valorizza l’effetto del margine
“Smetti di pensare di essere sulla buona strada solo perché è la strada più battuta”
L’interfaccia tra le cose è laddove i fenomeni più interessanti hanno luogo. Essi sono in generale gli elementi con il maggior valore, diversità e produttività di tutto il sistema.

12 – Reagisci creativamente ai cambiamenti usandoli a tuo vantaggio
“Non vedere soltanto le cose come sono ma immaginale come saranno”
Possiamo avere un impatto positivo su cambiamenti inevitabili tramite l’osservazione attenta e l’intervento giusto al momento giusto.

[Testo tratto da Permacultura, David Holmgren.]

Bibliografia

Permacultura – David Holmgren;

Introduzione alla Permacultura – Bill Mollison e Reny Mia Slay;

Permaculture, a Designers’ Manual – Bill Mollison;

Permaculture, a Beginners Guide – Graham Burnett (sito web, libro, pdf);

Permaculture principles.


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C’è un articolo postato da Domenico Coiante che analizza da addetto ai lavori gli aspetti importanti nella valutazione dei rischi di quando si ha a che fare con l’energia nucleare in casa.

La casa da circoscrivere e proteggere, per questo caso non convenzionale, è la Terra intera.

Qui sotto ne riporto le conclusioni.

Da leggere, lungo ma interessante.

“(C’è una) differenza fondamentale tra gli incidenti convenzionali e quelli nucleari. Sta nella differente natura del rischio, nella sua qualità specifica di estendersi sia nella dimensione spaziale, sia in quella temporale, aspetti che nessuna valutazione probabilistica è in grado di quantificare, ma che le nostre ancestrali facoltà intuitive sanno perfettamente percepire ed associare al “rassicurante” valore numerico.

Uno può pure continuare a dire che la probabilità dell’incidente di fusione del nocciolo è piccolissima: una su diecimila. Però l’evento è già accaduto almeno tre volte e, quando accade, la natura dei danni non è affatto convenzionale, perché le conseguenze sull’ambiente e sulla salute si trascinano per generazioni. E’ questo che determina la percezione del rischio in modo amplificato rispetto alla semplice valutazione probabilistica ed è questo aspetto intuitivo, non secondario, che dovrebbe essere preso seriamente in considerazione da chi propone la tecnologia nucleare come soluzione dei problemi energetici. “

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Un buon modo di occupare il tempo nei due giorni di ozio passati nella casa paterna (e materna) è stato l’avvio di un orticello sinergico di tre bancali, di un metro di larghezza per due di lunghezza ciascuno, davanti casa. Vedere foto.

Avevo tante buone ragioni per mettere in pratica un po’ di permacultura nel giardino di famiglia, prima fra tutte la convinzione che ore ed ore spese durante i pasti a tessere le lodi dei sistemi sinergici e del “non fare” in orticoltura, a persone che di orticoltura tra l’altro non hanno mai parlato molto né mostrato particolare passione, non sono per niente paragonabili all’efficacia della dimostrazione pratica e della partecipazione diretta all’evento. “La vera conoscenza è l’esperienza“, ma senza andare tanto nel filosofico, non c’è modo di spiegare niente senza dimostrare di saperlo fare.

E’ necessario praparare il terreno, letteralmente, alla transizione. E’ necessario cominciare la decrescita economica e in molti sono convinti oggi dell’efficacia di cominciare col coltivare sei metri quadrati di terreno, non scherzo!

Non avendo la paglia, ho fatto d’apprima una sottile copertura con cartoni e giornali. Mi è poi successivamente venuta l’idea di ripulire il resto del giardino delle spontanee (soprattutto trifoglio) e farne pacciame verde.

Nell’orto abbiamo trapiantato le decine di pianticelle di pomodori che erano spuntante spontaneamente da dei vasi di geranio sul balcone. Ce n’erano talmente tanti da aver riempito tutti e tre i bancali.

Abbiamo trapiantato anche lattughe e, sui lati, cipolle e agli.

L’orto per adesso è necessario innaffiarlo a mano, ma al più presto verrà messo un bidone per portare l’acqua a temperatura ambiente prima di farla andare nel terreno. Almeno, spero che così facciano i proprietari. :)

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Per chi non conoscesse questa bella iniziativa, c’è fresco fresco d’uscita un documentario che ne spiega le generalità in maniera molto vivace (realizzato presso Case Bottaro).
http://www.europocket.tv/it/pesaro/2011/04/21/wwoof/

Buona visione.

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