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Archive for marzo 2013

Cari tutti, dopo quasi un anno (un anno!) dal pane-day riprendo il programma di decrescita targato non più solo IN CAMMINO ma anche Gassingrasso (il Gas di Novoli) e Permaculturafirenze (poi vi darò altri riferimenti al seminario per chi è interessato).

Per il prossimo appuntamento saremo felici io e famiglia di potervi invitare a passare qualche ora con noi, Domenica 7 Aprile in via di Novoli, Firenze: 

Giornata di autoproduzione
e buone pratiche di decrescita:

LABORATORIO DI FERMENTAZIONI 

ore 11:30 

e PRANZO CONDIVISO

 ore 13:00

Ritroviamoci insieme per un piacevole pranzo condiviso preceduto da un’allegra lezione per chi vuole cominciare a fare fermentazioni in casa.

Faremo una dimostrazione pratica di yogurt e crauti, assaggeremo il risultato e infine potremo portarci a casa le informazioni necessarie a continuare l’esperienza in famiglia!

Se puoi, porta qualcosa di cucinato per contribuire al pranzo e non dimenticare il piatto e le posate personali :) 

 
QUANDO / DOVE

 

Domenica 7 Aprile 2013, dalle 11:30
Parrocchia San Donato in Polverosa,
via di Novoli, Firenze

vedi mappa

 

INFO
Emmanuele – ecammarano@gmail.com – 3472364475

 

Trovate a questo link il volantino con il programma. A presto.

volantino_2013-04-07

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Partiamo (apparentemente) da lontano, taanto lontano. C’eeera una volta..

(Ps: Ma a noi di queste cose che ci interessa?)

hub

Credo che molti conoscono la teoria di Hubbert, la quale prevede che la produzione di petrolio raggiunga un picco per poi calare in modo abbastanza rapido rendendo di fatto impossibile basare la vita e le attività collegate su una simile fonte.

Il picco sarebbe già stato raggiunto nel 2010. Analogamente devono andare le cose per le altre fonti primarie, come il gas, solo che i picchi sono spostati un pochino più avanti negli anni, ma dicono i sostenitori di questa teoria, è il caso che cominciamo a prepararci.

Se si trovasse un’altra fonte energetica primaria disponibile, magari distribuita in tanti stati invece di essere concentrata in pochi, come il petrolio stesso o l’Uranio, smetteremmo di essere sotto ricatto economico dei soliti noti, siano essi i paesi arabi per il greggio o la Russia per il gas o il Kazakistan per l’uranio.

Questa fonte nuova sembra proprio esistere: è il gas di scisto.

Questa scoperta da alcuni viene considerata una vera rivoluzione energetica e la soluzione alla “crisi del petrolio”. La cosa strana per me è che in Italia il gregge di massa non ne sapeva nulla fino a pochi mesi fa, finquando cioè non è arrivato un film americano a suscitare interesse, Promised land, di Gus Van Sant con Matt Damon.

Negli Stati Uniti è in corso una grande battaglia contro l’estrazione del gas di scisto. I dati che seguono derivano dal sito dell’EIA (Energy Information Administration), una agenzia finanziata (anche) dal ministero dell’energia americano che, chi segue la storia del picco del petrolio, conosce bene per le controverse informazioni che ha fornito in epoca recente riguardanti l’entità del picco mondiale di greggio. l’EIA ha fatto i suoi rilievi, stabilendo che sotto il suolo USA ci sono 750 trilioni di piedi cubi di gas di scisto. Questo numero corrisponde a 21 mila miliardi di metri cubi.
Gli Stati Uniti hanno giacimenti un po’ dappertutto, anche se i più grandi sono concentrati in alcune zone della nazione. In particolare oltre la metà del prodotto deriva da un unico giacimento, il Marcellus, nel Nord Est del paese

Guardate le sue dimensioni sotterranee: è impressionante.

feature_marcellus_shale_lg

Nel report dell’agenzia americana, datato 2010, una sola riga è dedicata ai rischi che l’estrazione dello shale gas riserva all’ambiente, alla sicurezza e alla salute dell’uomo: il dollaro vince sull’ambiente per 50 a uno.

 
Leggendo i vari documenti in rete si nota subito uno scollamento tra quelli che affrontano il tema esclusivamente da un punto di vista economico e quelli invece che cercano quantomeno di fare un discorso a 360°. I primi si snodano lucidi e logici senza neppure preoccuparsi se una qualche conseguenza, magari grave, possa derivare dall’uso di questo gas. Sono tutti cifre e percentuali. Ma del resto occorrerà bene fare mente locale sul fatto che anche questa è una fonte fossile e andrà ad esaurimento e che quindi occorre preparare il terreno per il futuro quando, tra 50 o 60 anni neppure il gas di scisto potrà sostenere l’economia mondiale che nel frattempo, se le cose non cambieranno drasticamente, sarà costretta a produrre per quasi il doppio della popolazione attuale.

Rieccoci a casa


In Europa si muovono le compagnie più varie, Shell, BP, Total e Statoil. Il censimento dei giacimenti europei non è definitivo, ma si parla comunque di alcune migliaia di miliardi di m³. Insomma l’affare è davvero enorme e coinvolge tutti.

Ma di cosa parliamo?

Estrarre il gas di scisto: il fracking

I combustibili che utilizziamo si formano nelle rocce argillose ricche di elementi organici. Quando la situazione geologica lo permette si spostano verso rocce sabbiose o calcaree, da dove vengono poi estratti con le tecniche tradizionali. Questa migrazione impiega milioni di anni.
Il gas di scisto è quello che è rimasto intrappolato nella “roccia sorgente” argillosa e ancora non ha effettuato la migrazione verso la “roccia giacimento”. La tecnica usata per estrarre il gas di scisto è dunque quella di portare via il gas prima che migri verso rocce più permeabili, senza aspettare i milioni di anni che la natura impiegherebbe per questo processo. Il sistema elaborato e migliorato nel corso dei decenni si chiama hydraulic fracturing (fratturazione idraulica) o semplicemente fracking.

f 

http://www.gaslandthemovie.com/swfs/100621/fracking.swf

Informazioni chiare sul fracking si hanno visitando soprattutto i siti contrari a questo tipo di operazione. Dal momento che si tratta di una pratica piuttosto invasiva  è chiaro che le compagnie trivellatrici non siano proprio entusiaste di mettere in mostra quello che fanno. Il sito principale da cui partire è quello del film Gasland, realizzato un paio di anni fa dal regista americano Josh Fox proprio sulle estrazioni di shale gas negli Stati Uniti.
Il documentario raccoglie testimonianze, immagini, e mette in evidenza i danni che le infiltrazioni dei gas nelle falde, dovute all’estrazione tramite fracking, hanno provocato alle popolazioni americane.

Gasland, il film con sottotitoli italiani

Dal momento che il fracking, ormai di casa neli States, comincia a fare capolino anche da noi con i soliti noti che cercano di convincere i cittadini (sempre poco consapevoli di quello che sta loro succedendo) che sarà la panacea di ogni male energetico, è istruttivo guardare il film con attenzione perché per noi europei non è “vecchio” ma addirittura premonitore di quanto avverrà nei prossimi anni, dal momento che grandi compagnie (ENI ad esempio) si sono mosse con valange di dollari per mettere un piede (a volte due) sulla possibilità di sfruttare i giacimenti del nostro continente.

Il film originale, volendo!,  è facilmente reperibile in rete: potete affittarlo per 4 $ o comprarlo per 13 $.

gasland-poster

Step 1) Il film lo trovate sui torrent. Deve essere di durata 1h 42′ 56″

Step 2) Una volta che lo avete sul vostro pc scaricatevi il file di sottotitoli italiani a questo link (file .rst) e eseguitelo con VLC caricando video e sottotitoli insieme usando le opzioni di apertura avanzate (media > apri con opzioni di apertura avanzate).

Fonti e ringraziamenti.

  • Grazie al blog non ci credo per aver scritto numerossi post sull’argomento fracking, da cui io ho fatto copia incolla per mettere insieme questo post.

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