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Archive for the ‘CAMBIAMENTO’ Category

Sto seguendo con molta passione i progressi tecnologici delle aziende fondate e dirette da Elon Musk, un genio che in pochi anni ha rivoluzionato il mercato dell’automobile, delle energie rinnovabili e dei viaggi spaziali producendo e mettendo in funzione una serie di innovazioni incredibili. Per chi non lo conosce si guardi gli innumerevoli video biografici e le interviste messe a disposizione da TED, da YouTube ecc.

spaceX

Elon Musk sta vendendo nel mondo una autovettura elettrica straordinaria, la Tesla, che ci proietta nel futuro delle automobili a zero emissioni, autopilotate e con ricarica elettrica gratuita distribuita in tutto il territorio per mezzo di una rete di postazioni fisse. Il costo, dopo il terzo modello appena inaugurato, è già sceso a livello di una normale berlina commerciale come Audi e Mercedes ed è destinato a scendere ulteriormente grazie alla concorrenza che Elon Musk non rifiuta di avere (pensate che rende disponibili i dettagli tecnologici della sua auto non brevettando nulla, è dunque tutto accessibile ai concorrenti).

tesla

Nel frattempo ha anche dato avvio ad un’altra azienda, The Boring Company, che si occupa di creare la prima rete sotterranea di veicoli elettrici per smaltire il traffico nelle città.

Come se non bastasse ha investito nel creare con un’altra azienda, SolarCity, una serie di prodotti come tegole solari, accumulatori di carica elettrica ecc, che servono a creare la famosa smartgrid, la famosa energia prodotta e condivisa da tutti in casa nostra, che tanto è stata sognata ma mai messa in pratica dai governi. Anche se lui non nega la resistenza dei governi il suo pensiero è: nel frattempo io faccio la mia parte dando un impulso alla tecnologia e rendendo i prodotti e le soluzioni rinnovabili alla portata di tutti, dopodiché sarà più facile per tutti la transizione al nuovo modello sostenibile.

Una ulteriore impresa di Elon Musk, Space X, si occupa di creare navi spaziali autopilotate e riutilizzabili, già ora hanno prodotto razzi che hanno con successo portato a termine missioni multiple, lasciando sbigottiti persino gli scienziati della NASA. In questo c’è davvero dell’incredibile: il salto in avanti che Elon Musk sta facendo nel ramo dell’esplorazione spaziale è tanto grande che entro pochi anni egli stesso ha annunciato che partirà il primo viaggio umano verso Marte per costruire una città permanente di terraformanti. Il progetto è quello di produrre il carburante che serve per il rientro utilizzando le risorse di Marte, oltreché installare convertitori atmosferici per iniziare a facilitare la formazione di vita vegetale.

E’ incredibile vedere in quanti pochi anni Elon ha creato e messo in moto tutto ciò, investendo centinaia di milioni di dollari in progetti tanto rischiosi e innovativi.

Giocare col fuoco

Quello che mi rimane da obiettare nel mio piccolo dopo una carrellata di tante spettacolari innovazioni tecnologiche, è che purtroppo il mio punto di vista non mi permette di vedere nulla di buono in tutto ciò.

Mi sono reso conto da qualche anno che l’uomo farebbe bene ad arrestare il suo impeto se non vuole autodistruggersi visto che in fin dei conti appare chiaramente ancora molto arretrato e barbaro, a fronte della tecnologia con cui sta giocando.

Le tecnologie spaziali stanno infatti portando semplicemente a spostare il campo di battaglia delle sue guerre tribali da una quota all’altra. Infatti guardate sotto che offerte di lavoro si vedono su internet per gli ingegneri: cercasi “progettista di armi spaziali”. Non sto scherzando purtroppo.

Weapons_

Così come l’annuncio che riguarda l’ “ingegnere aerodinamico di sistemi di difesa” non è altro che il tecnico che deve, con l’ausilio di software specialistici, calcolare la forma ottima della prua dei missili balistici, dei proiettili e delle testate nucleari.

Space_Weapons

Ok Marte… E la Terra?

Andare su Marte a cosa serve se mostriamo chiaramente dei limiti nella gestione del nostro pianeta? Lo stiamo distruggendo e siamo artefici in questo medesimo istante di una enorme estinzione di massa (la sesta dalla formazione della vita sulla terra, hanno dichiarato gli scienziati che se ne occupano) che sta portando ad una tasso di scomparsa dell’ordine di centinaia di specie animali al giorno. E neanche sembra comparire ai primi posti delle “major issues” (i problemi più importanti) nell’agenda mondiale delle nazioni industrializzate. Eppure l’estinzione di massa della vita sulla terra riguarda anche noi, che dipendiamo dal mondo vivente attorno.

Egualmente vedo i limiti nella situazione geopolitica mondiale: attualmente ci sono un centinaio di conflitti documentati in corso su quattro dei cinque continenti della terra. Sono tutti conflitti non necessari, legati a disuguaglianza sociale, appropriazione delle risorse, pretese territoriali, operazioni di propaganda politica, tutte operazioni insomma che marcano il limite culturale profondo di una specie umana ancora estremamente immatura.

Quello che insomma ci vorrebbe oggi è un salto evolutivo, impossibile se non passano migliaia di anni, tale da convertirci in un animale totalmente differente, pacifico e collaborativo, una umanità custode.

Invece il potere rimane redistribuito in maniera estremamente iniqua e l’umanità, quella che comanda, è rimasta culturalmente legata a vecchie ideologie aristocratiche di esplorazione → conquista → potere → possesso.

Potremmo mai permetterci di perdere il nostro pianeta? No, non ci è consentito, ma lo stiamo facendo.

Infine mi si faccia aggiungere un pensiero che riguarda la tecnologia. Essa sembra essere una bella cosa, ma purtroppo per fare ogni singolo passo in avanti, peraltro non necessario, abbiamo bisogno di perseverare con la nostra industria e continuare a inquinare, esaurire risorse non rinnovabili e incrementare ulteriormente l’impronta. A che pro serve tutto questo se quando avremo costruito lo smartphone modello cento ci ritroveremo con una terra invivibile?

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Concertone contro Inceneritore e Aeroporto,
contrastiamo le opere inutili insieme, anche con la musica!
Quest’anno al Polo Scientifico di Sesto Fiorentino!

Qui l’evento da condividere: https://www.facebook.com/events/282978775495611/

Rock contro gli eco mostri

Rock contro gli eco mostri

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Penso sia una bella idea regalare alle donne l’8 marzo una speranza per un futuro migliore. Come?

Ad esempio regalare azioni Retenergie, che permettono alla cooperativa di accrescere il numero di soci e capitale, ed investire maggiormente nella crescita del mercato delle rinnovabili.

Pensateci: a voi non costa nulla, basta solo che spostiate i vostri soldi dalla banca commerciale in cui si trovano, fittiziamente, in questo momento, ad un conto Retenergie rappresentato dall’azione o obbligazione scelta.

Questo movimento, meramente elettronico, ha però un effetto reale enorme: cambia il peso sulla bilancia del mercato energetico, e cioè toglie soldi al mercato fossile e lo sposta verso una economia più sostenibile.

Se vuoi saperne di più leggi l’articolo seguente

 

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Ma siamo proprio convinti che siano le multinazionali, le banche, i politici ad essere corrotti e meschini?

Un conto è analizzare il loro operato, sapere cosa accade dietro le quinte e fare scelte oculate, migliori, intelligenti, lungimiranti nel nostro quotidiano; l’altro, e oltremodo necessario, è rendersi conto che ci sono milioni di individui che scelgono di realizzare i sogni di altri tutte le mattine…per soldi.

Ma se si stessero sbagliando?
Starebbero perdendo anni di vita dietro i sogni di arricchimento, esagerazione, frenesia, alienazione…di altri.

Forse perchè hanno gli stessi sogni di accaparramento e depredazione?
Forse perchè sono solo sul gradino più basso della stessa scala di valori?

[IlCambiamento.it]

 

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Voglio essere propositivo dopo tanti articoli scritti con la bile invece che con l’inchiostro, inoltrando un link utile a chi vuole attivarsi sul territorio sacrificando appena l’1% del proprio tempo (o in alternativa €10 al mese) per cambiare l’Italia e aumentare l’importanza delle iniziative virtuose.

selezione_001

Dal progetto Italia che Cambia è nata l’idea di chiamare all’azione i lettori richiedendo la loro partecipazione con una iscrizione e una scelta di attivarsi, coordinati da un manager. Leggere questo articolo per capire

http://www.italiachecambia.org/campagna/

 

 

 

 

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Di cosa si parla: Glifosato, celiachia, biologico, byoblu
Tempo fa, 2013 credo, studiai diverso materiale sulla celiachia e in quel periodo mi occupavo anche di agricoltura ecologica.
Stavo studiando anche gli inquinanti in uso in agricoltura e disegnai  due curve: una dell’andamento negli ultimi anni della celiachia, esplosa misteriosamente. Un’altra dell’uso del glifosato.
Tutti intorno a me in quel periodo nutrizionisti e medici compresi stavano a dire: la celiachia è dovuta al glutine, è intolleranza.
Tutti, dotti e profani si sono riempiti la bocca con questa parola senza sapere talvolta neanche che significa.
Ai supermercati è esplosa la moda del gluten-free. Le famiglie con i figli celiaci evitavano il pane come la peste: riempivano la dispensa di prodotti senza glutine. Per esempio mangiavano solo riso e SOIA. Si parlava solo di quello, a Firenze.
Quello che io avevo notato era molto strano: le due curve di cui sopra, glifosato-celiachia, combaciavano perfettamente.
per me era evidente: siccome il glifosato è usato nelle coltivazioni di cereali, è lui la causa della celiachia.
Talvolta al mio interlocutore domandavo: Scusa ma se è il glutine a provocare la celiachia, perché mai noi italiani ne siamo tanto affetti solo ora, dato che da almeno 500 anni ci abboffiamo, tutti i giorni pari e quelli dispari anche, di grano?

Questo bellissimo servizio di Claudio Messora mi ha fatto saltare sulla sedia.
claudio_messora

La soluzione?

Contattare produttori di grani biologici, sani e privi di veleni. Non comprare più prodotti industriali, trovare un gruppo di acquisto solidale vicino casa e iscriversi.
Diffondete!

Postfazione

Sosteniamo Claudio Messora e diffondiamo il suo appello: Leggi qui

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Riprendo un articolo di Il Cambiamento

(post originale a questo link)

L’istat ci informa, dati alla mano, che gli italiani hanno sempre più soldi e, oltre a ciò, esiste un sommerso non dichiarato che è gigantesco. Se ci fossero davvero milioni di disoccupati e il paese alla fame, non si spiegherebbe perché non si verifichino assalti ai forni e la guerra civile non sia ancora scoppiata. Gli unici assalti di cui si ha riprova sono quelli ai negozi di elettrodomestici quando svendono o le catene di moda e abbigliamento firmato durante i saldi. Notoriamente prodotti commerciali che, anche se cotti al forno, non risultano commestibili.

Nelle campagne c’è un sacco di lavoro che renderebbe dignitosamente e darebbe la possibilità di sfamarsi, ma in questo periodo in molti uliveti non si trovano persone per raccogliere le olive. Eppure mettendosi d’accordo con i proprietari si ottiene in cambio olio che si può rivendere. Certo un pochino di fatica bisogna farla…..

Siamo circondati da una opulenza vergognosa con famiglie che buttano centinaia di euro l’anno di cibo commestibile e si prodigano in ogni spreco possibile e immaginabile. C’è un costante bombardamento di pubblicità di automobili che purtroppo aumentano le vendite (in tempi di crisi e di fame!), di moda, di diamanti e viene da chiedersi chi sano di mente in tempi di carestia compri queste assurdità. Non sembra proprio la fotografia di un paese allo stremo. Provate ad aprire un qualsiasi giornale di gossip (in ogni edicola ce ne sono qualche decina di tipi diversi), che notoriamente viene acquistato da classi medio povere, e scoprirete che non hanno pubblicità di generi di sussistenza, di prodotti che in qualche modo facciano risparmiare soldi o energia ma sono piene di pubblicità di orologi di lusso, gioielli, moda, auto nuove, cosmetici, profumi, tutte cose che in teoria chi non ha i soldi per tirare avanti non potrebbe comprare mai e invece guarda caso queste riviste ne sono strapiene.

Diffusamente di soldi ce ne sono pure troppi e vengono sprecati, utilizzati male o letteralmente buttati dalla finestra, quello che veramente manca è il tempo di vivere.

Le persone costantemente indaffarate a guadagnare di più, ad accumulare, a comprare, a fare rate, mutui e farsi prendere in giro con ogni tipo di strozzinaggio finanziario, credendo in quello che gli dice la pubblicità, hanno perso ogni senso umano e si ritrovano a non avere più tempo per sapere chi sono, cosa fanno e perché. Non hanno nemmeno più tempo per stare con chi amano, tempo per riflettere, tempo per vivere.

Il tempo è infatti l’ultimo bastione che i padroni del denaro vogliono conquistare, dopodichè avranno tutto di noi. Già facendoci credere di essere nati per comprare, ci hanno convinto a lavorare sempre di più per il denaro rubandoci gran parte della nostra vita. Ora soprattutto grazie alle tecnologie informatiche, ci rubano anche il tempo al di fuori del lavoro, lavoro che prosegue sempre, senza più pause e interruzioni visto che siamo costantemente connessi. E costantemente connessi significa essere costantemente sotto l’influsso della pubblicità che ti spinge a comprare cose superflue che servono solo a farti dire che devi lavorare. E se non raggiungi il tal reddito che non ti consente di cambiare l’auto ogni tre anni, entri di diritto nella categoria dei poveri.

Per vivere non serve molto e se ci si fermasse a riflettere profondamente , si scoprirebbe che quello che ci tiene in vita sono le cose che nella pubblicità non ci vendono perché costano poco o nulla. Serve una vita sobria e dalle poche spese, serve stare a contatto con la natura, creandosi il più possibile autosufficienza alimentare ed energetica. Serve avere tempo per gli amici, per le persone care, avere interessi culturali, essere di supporto agli altri, ricostruire e avere il sostegno della comunità.

Tutto questo costa assai poco ma ci rende tanto, più di qualsiasi investimento in banca, ci rende la vita.

PROPOSTA

Cerchiamo da oggi di PRETENDERE sempre che tutto il lavoro che paghiamo, così come i prodotti, siano accompagnati da ricevuta, scontrino fiscale. Sempre.

Ciò non per, banalmente, ridurre il colabrodo fiscale, ma per cambiare paradigma.

Perché in Italia già ricostruire la legalità come fosse un cambio culturale sarebbe un vero e proprio cambio di paradigma.

A mio avviso ciò non elimina i “grandi ladri” di capitali, democrazia, risorse, che rimangono pur sempre le grandi lobby finanziarie, ma per lo meno concorre ad evolvere il senso civico, e preparare le persone ad essere maggiormente oneste e costruttive nei confronti del proprio stesso futuro.

 

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