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Archive for the ‘LUOGHI TOSCANI’ Category

Questo fine settimana abbiamo scoperto altre due sorgenti dove rifornirsi di acqua buona, in provincia di Pistoia.

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Itinerario arancione

Da Firenze uscire dall’autostrada a Pistoia e seguire i cartelli per Abetone (appena usciti dal casello prendere a sx). Arrivati alle Piastre percorrere tutto il paese sulla strada principale fino ad arrivare ad un incrocio. Qui si può svoltare a sx (Prataccio, Piteglio, Prunetta) o a dx (Abetone). Se si vuole percorrere una parte del sentiero arancione in macchina, girare a sx (Prataccio). Dopo alcune case girare a dx, strada asfaltata, in direzione di tre cartelli con scritto Vivaio, Botro, Le Forri.

Sorgente Pratichele

La fonte si raggiunge dopo circa 1 Km, in località le Forri.  E’ un’antica fontana di pietra proprio sulla strada.

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Sorgente del Bellino

Proseguire fino a Vivaio. La strada ora è in discesa. In corrispondenza di una curva a gomito a dx lasciare l’auto e proseguire a piedi sulla strada sterrata a sx che si addentra nel bosco (La strada è privata: c’è una catena con il cartello di divieto di accesso).

Alla biforcazione non seguire il sentiero evidente in discesa a dx ma prendere quello a sx in salita più stretto e ripido.

Il sentiero si rimpicciolisce. Si percorrono dei passaggi allo scoperto, sotto il sole, sfiorando castagni secolari. Il sottobosco è fatto di felci, more e ortiche. Proseguendo, il bosco passa dall’essere di soli castagni a faggeta.

Il sentiero affronta una ripida e breve discesa dove c’è una diramazione, prendere a sx.

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Alla biforcazione successiva andare a destra seguendo un evidente cartello di legno con scritto Fontana del Bellino. Si arriva alla fonte immersa in uno splendido bosco di faggi.

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Nella mia ricerca di acqua di sorgente buona e accessibile oggi volevo fare rifornimento presso due sorgenti: Sorgente Orticaia, Acqua Silva (nel comune di Pracchia), e San Vitale (via di Igno, Pistoia).

La sorgente Orticaia, Acqua Silva (sulla mappa a questo link) si trova sulla strada statale che da Pistoia va a Pracchia. Appena dopo la stazione FFSS di Pracchia si passa sotto un ponte della ferrovia a destra e a pochi metri c’è la Sorgente… Sbarrata dallo stabilimento privato.

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Acqua Silva, Pracchia

Lo stabilimento è privato, ma l’accesso all’acqua dovrebbe essere garantito lo stesso per bere? Datemi una conferma voi, io sono rimasto incredulo e con molta voglia di far saltare tutto il caseggiato in aria con una bomba davanti la porta. Una fontanella sgangherata sta a pochi metri dallo stabilimento, con un cartello di legno con scritto “Acqua Silva”. Ma è impossibile rifornirsi: il rubinetto è rotto (nel momento in cui scrivo è il 31 gennaio 2016).

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Acqua Silva, Pracchia

Un’altra acqua sorgiva nei pressi di Pistoia è Acqua San Felice (sulla mappa a questo link). Anche qui, se la sorgente è un bene pubblico, il cancello sbarra l’accesso e non c’è nessun rubinetto dove sia possibile rifornirsi.

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La fonte San Felice, Pistoia

 

Nonostante lo sapessi, mi occorreva tentare e vedere con i miei occhi com’era la situazione (inutile telefonare ai buffoni in Comune e quelli seduti sulle poltrone delle società di gestione. L’ho già fatto, dicono sempre di non sapere nulla, non scuciono informazioni né gentilezza nel rispondere, chi chiama è considerato, ovviamente per loro, un ingenuo e innocuo rompiscatole).

Da cosa era nata questa mia ricerca? In zona Firenze-Prato dove vivo l’acqua è inquinata. Cerco quindi una fonte d’acqua pulita e affidabile vicino casa. Vorrei ridurre i 100Km che mi occorrono per andare fino a fonte San Camillo (fin’ora l’unica che abbia trovato) e per questo ho speso due giorni su internet a cercare di documentarmi e poi sono partito con l’auto, il gps e le damigiane all’esplorazione del territorio.

Lo sapevano tutti che la gestione dell’acqua non è più chiara in Italia. Il motivo è questo: il processo di aumento dei profitti di Banche e Multinazionali consiste, in questi anni a cavallo tra i due secoli, nel piano (non più segreto) di privatizzazione di tutti i servizi pubblici su cui si basava la previdenza sociale e la ragion d’essere degli stati europei: scuola, acqua, sanità, ferrovie, autostrade, demanio. L’Europa Unita (UE) è stata fatta nascere per attuare questo e lo sanno tutti (tranne forse i giovanissimi che mi seguono). Aumentando il bacino di utenza di poteva lucrare con la riserva frazionaria del denaro a debito per molti anni ancora. Il motivo è perché spalmando il debito su un pubblico più grande, il suo picco si abbassa e si può indebitare ancora per lungo tempo prima di tornare ancora a livelli alti di debito. l’Euro è nato per questo.

Era necessario, per “impossessarsi” dell’Europa,

1-sostituire ai politici veri dei fantocci, e così è stato fatto (Monti, Renzi ecc.)

2- togliere di mezzo le costituzioni dei singoli Paesi e sostituirle con una finta costituzione che in realtà riportasse scritto che ogni stato doveva pagare il debito verso la Banca Centrale Europea e, se non ci fosse riuscito, avrebbe dovuto sdebitarsi “in natura”: con la cessione dei beni. Un po’ come fa l’agente giudiziario quando viene a confiscare la casa perché non si è onorato il mutuo.

E questo secondo punto ha portato, e sta portando, alla privatizzazione.

Conclusioni

Anche se questo piano è stato fatto sulla carta, quello che penso è che con la recrudescenza della miseria in questi anni, comincerà l’assalto e il saccheggio agli stabilimenti privati di acqua. Così come l’assalto ad altri beni che la gente si è vista tolti e che con la loro miseria che li assale, pretenderà indietro, coltello tra i denti.

E’ probabile che succederà quello che succede sempre. I privati assolderanno mercenari (inizialmente le guardie giurate, ad esempio, poi magari l’esercito) per tamponare l’assalto. Ma prima o poi la gente non ne potrà più e, priva di qualsiasi fiducia, indossato il coraggio dei disperati, assalterà e si riprenderà quello che gli è stato tolto con l’inganno.

Una sorta di Fattoria degli animali, come i questo video. Orwell, dopotutto, non ha fatto altro che descrivere il sistema umano.

E’ solo questione di tempo. E di sete.

Nel frattempo, farò i km necessari per trovare l’acqua buona.

 

 

 

 

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Questo è un mio progetto di condivisione delle sorgenti di acqua nella provincia di Firenze e Pistoia.

Le fonti mappate sono state tutte verificate (e bevute) personalmente. Di seguito il link.  Qualora conosciate altre località ed altre sorgenti di pubblico accesso non esistate a contattarmi, provvederò a inserirle.

 

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Approfittando della necessità di procurare acqua di sorgente per fare il pane, questo mese di novembre estivo mi ha portato a scoprire e percorrere il cammino che da Firenze conduce ai luoghi cari a Tiziano Terzani. Parlo di Orsigna, il piccolo borgo incastonato nelle colline degli appennini pistoiesi in cui soggiornò il grande giornalista e scrittore toscano in vari periodi della sua vita.

Seguendo le indicazioni di un blog in rete datato 2011 mi addentro nell’entroterra pistoiese e poi a piedi percorro le strade del paese.

Mi colpisce subito la bellezza dei boschi tutt’intorno, che a novembre sono vestiti di mille colori. Biodiversità! Mi fermo ad ammirare abeti, castagni, querce, noccioli e tanti altri alberi diversi.

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Decido di lasciare l’auto nella cunetta e di camminare per un paio d’ore lungo il sentiero n.5 del CAI, ben segnato. Mi porta a scoprire scorci di paesaggio e angoli di bosco incantevoli. Respiro aria pura.

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Ritorno all’auto.

Poco dopo aver superato il paese, proprio sulla strada, in corrispondenza del primo tornante a sinistra, si trova un mulino restaurato, Molino di Berto (maps) che ora ospita un buon ristorante. Da qui, scendendo al fiume sottostante, è possibile far visita all’Ecomuseo, un percorso ben organizzato che fa conoscere le fonti di sostentamento dell’economia locale di un tempo: carbone e castagne.

FONTE_SAN CAMILLO_1Km_dopo_Orsigna

Le castagne venivano molite per fare la farina, da cui vari prodotti di sussistenza tra cui il sostituto locale del pane, i necci.

Il proverbio locale recita: “La montagna è laddove finisce il pane e cominciano i necci”

Dura, la vita di una volta.

L’oste m’offre un ammazzacaffè che per poco non ammazzancheme, una grappa al peperoncino ustionante.

Proseguendo si incontra il cartello che permette facilmente di arrivare in auto alla casa Terzani, si deve arrivare a quella che viene indicata Case Cucciani.

INDICAZIONE_ESATTA_CASA_TERZANI(CASE-CUCCIANI)

Mi ero preparato il bigliettino da lasciare appuntato all’albero con gli occhi. Lasciata la macchina al parcheggio comincio ad avvicinarmi alla casa, ma poi la commozione è troppa, così come il senso di violare un luogo privato. Mi fermo (colpa del senso civico acquisito in Svizzera, credo).

Faccio dietrofront e torno sui miei passi. Mi trattengo l’emozione.

Il suono della voce di Tiziano mi accompagna, mentre lo rivedo nel documentario di Mario Zanot che la rete ci ha regalato, rendendolo memorabile anche ai più giovani che non l’anno conosciuto, come me.

Ho amato di lui il suo senso di meraviglia e stupore per il mondo, il suo amore per l’avventura, la sua voglia di trasmettere insegnamenti laici e universali.

Vorrei strappare all’umanità un compromesso di impegno per un futuro di azioni migliori. Serve l’esempio, penso. E’ l’unica ricetta che funziona.

Mi riprendo riscendendo con l’auto fino a tornare sulla strada per Orsigna. Faccio un’ulteriore deviazione per raggiungere la Fonte di San Camillo (era quello lo scopo del viaggio, quasi dimenticavo). Riempio qui le damigiane. L’acqua che bevo mi ripaga del viaggio!

Fresca e pura, come l’immancabile citazione di Francesco d’Assisi stampigliata sul muro. A quando pare il luogo è pieno di sorgenti. Sono indicate nei cartelli.

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Bel posto. Ci tornerò, per emozionarmi ancora.

E per bere acqua, naturalmente.

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