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Posts Tagged ‘Acqua’

Ho già scritto in passato della presenza di numerose sorgenti di acqua buona nel comune de Le Piastre e Cireglio. Vedi link.

IL SASSO DI CIREGLIO

Sono tornato per percorrere il sentiero che conduce al Sasso di Cireglio, uno zoccolo roccioso che permette di vedere la vallata sottostante fino a Pistoia.

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L’itinerario è descritto benino da questa mappa che viene data gratuitamente in qualsiasi bar del paese.

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Il percorso è evidente in colore rosso nella foto.

quando si arriva alle Piastre da Pistoia prendere l’unica strada che sale a destra (la strada non si chiama più né via Montanina né via della Chiesa, come erroneamente indicato dalle istruzioni sopra). Ad un bivio la strada asfaltata curva decisamente a sinistra, prendere invece la sterrata che prosegue dritto. Camminare nel bosco per un quarto d’ora e infine si arriva ad un quadrivio: qui prendere la strada a destra ritrovando evidenti cartelli dopo qualche metro che indicano le varie deviazioni del percorso S1.

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Seguendo la direzione Sasso di Cireglio stare attenti a non perdere i segni bianco-rossi del CAI agli incroci (numerosi).

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Nel mese di agosto ho potuto vedere scoiattoli già all’opera nella ricerca delle prime nocciole, serpenti, falchi.

LE GHIACCIAIE DEL RENO

Tornando al quadrivio si imbocca il sentiero indicato dal cartello in foto.

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Si scende al fiume che pullula di girini nella stagione estiva. Si segue il bel sentiero attrezzato con ponticelli in legno che a sinistra riconduce a Le Piastre.

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Questo percorso fa parte di un ecomuseo all’aperto che mostra l’antica cultura della conservazione del ghiaccio e i lavori fatti dall’uomo per regimare le acque. Peccato che la pace del boschetto sia rovinata dal rombo delle auto che passano a pochi metri lungo il fondovalle.

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Chi pratica arrampiacata sportiva come me conosce il camaiorese come il miglior posto dove trovare ottime falesie.

Tuttavia è anche una zona ricca di boschi e acqua. Un primo punto dove rifornirsi è presso il mulino di Candalla. Dal Mulino si può poi proseguire lungo un sentiero a piedi (il C7, segnato dal CAI) alla scoperta degli antichi mulini oggi in disuso, nella stretta valle del fiume lombricese.

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COME ARRIVARE A CANDALLA

In auto

Usciti dall’autostrada al casello di Viareggio, seguire le indicazioni per Camaiore. Poi proseguire per Casoli. Ad un certo punto, dopo aver lasciato la pianura ed aver iniziato ad addentrarci nella stretta valle, c’è un’indicazione marrone per Candalla sulla destra. Seguire la tortuosa stradina di paese fino ad arrivare all’indicazione Osteria di Candalla.

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LE FONTANE

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Prima fontana sotto il ponte. Acqua non controllata.

Proprio dopo l’osteria la strada si chiude (vedi foto). Sotto l’antico ponte a schiena d’asino c’è un primo fontanello. Un secondo fontanello lo si incontra proseguendo a piedi lungo il sentiero dopo qualche tornante

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Seconda fontana sulla sinistra (acqua non controllata).

Nei pressi del mulino di Candalla c’è il tabellone che indica l’itinerario ad anello di circa 7 Km a piedi del sentiero C7, molto bello da percorrere in autunno.

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A Camaiore c’è il negozio, Tosco Climb Store, che ha varie mappe dei sentieri, qui di seguito l’indicazione per trovarlo (Camaiore è piccola):

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Tra Vaglia e Borgo San Lorenzo c’è Monte Senario, con un famoso (immancabile) monastero sulla sommità, oggi meta tradizionale di passeggiate domenicali.

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Per trovare acqua buona abbiamo seguito le indicazioni stradali fino a Polcanto (grazie, Paolo, per i consigli!) e poi all’interno del paese abbiamo seguito l’indicazione gialla “Ristorante Lake Forest” (aridaglie con l’esterofilia!) che fa proseguire a sinistra nei boschi. Già si intravedono tanti castagneti!

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Arrivati al Lake Forest svoltare in salita di nuovo a sinistra seguendo la strada che dopo una breve e ripida salita scende dolcemente. Qui ad un paio di chilometri trovate sulla sinistra la Fonte di Fabio. Acqua buona e fresca, dicono gli abitanti. “Ma controllata?” Mi domando io.

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Intanto la beviamo e ci godiamo la mattinata di questo ultimo fine settimana di ottobre che è stato inaugurato all’insegna del sole più splendido.

Trovate la posizione di questa fonte sulla mappa.

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NB: non è consentito raccogliere funghi, castagne di suolo privato e lavare le auto in prossimità della fontana (!).

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Di svizzero non ha nulla, a parte il fatto che non c’è il mare. Sto parlando della regione montuosa localizzata nella Valleriana, in cui rientrano una decina di paesi dell’appennino pistoiese. Questi dieci paesi vengono chiamati Castella e sono: Pietrabuona, Fibbialla, Medicina, Aramo, Sorana, San Quirico, Vellano, Castelvecchio, Stiappa e Pontito. (qualche info a questo link)

Sembra quasi un sintomo del proverbiale complesso d’inferiorità italiano, quello di darsi importanza facendo appello a riferimenti stranieri, ma in questo angolo di appennino trovo invece il tipico ambiente umano appenninico: ruderi, strade rotte, castagne, tanto rigoglìo di vegetazione ovunque, discariche improvvisate sul ciglio della strada, parlata dialettale e tanta buona cucina!

Pescia si raggiunge facilmente dall’autostrada Firenze-Lucca uscendo a Chiesina Uzzanese. Si seguono le indicazioni fino a Pescia e poi si prosegue nel fondovalle lungo la Strada Provinciale Mammianese. Da Firenze in tutto sono circa 40 minuti.

Lungo la strada che da Pescia porta a Pietrabuona si incontra sulla destra una piccola edicola in mattoni, è una fontana costruita nel 1902 da un privato. Proprio in corrispondenza della fontana il manto stradale da segni evidenti di cedimento ed è stato malamente rattoppato.

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L’acqua la sento buona da bere, ma non sono riuscito a reperire informazioni se sia o no controllata. Abbiamo fatto scorta. Non presenta impurità, ma ha un sentore di rubinetto, più che di sorgente.

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La trovate indicata nella mappa come “Fontana di Pietrabuona”

 

 

 

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Nella mia ricerca di acqua di sorgente buona e accessibile oggi volevo fare rifornimento presso due sorgenti: Sorgente Orticaia, Acqua Silva (nel comune di Pracchia), e San Vitale (via di Igno, Pistoia).

La sorgente Orticaia, Acqua Silva (sulla mappa a questo link) si trova sulla strada statale che da Pistoia va a Pracchia. Appena dopo la stazione FFSS di Pracchia si passa sotto un ponte della ferrovia a destra e a pochi metri c’è la Sorgente… Sbarrata dallo stabilimento privato.

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Acqua Silva, Pracchia

Lo stabilimento è privato, ma l’accesso all’acqua dovrebbe essere garantito lo stesso per bere? Datemi una conferma voi, io sono rimasto incredulo e con molta voglia di far saltare tutto il caseggiato in aria con una bomba davanti la porta. Una fontanella sgangherata sta a pochi metri dallo stabilimento, con un cartello di legno con scritto “Acqua Silva”. Ma è impossibile rifornirsi: il rubinetto è rotto (nel momento in cui scrivo è il 31 gennaio 2016).

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Acqua Silva, Pracchia

Un’altra acqua sorgiva nei pressi di Pistoia è Acqua San Felice (sulla mappa a questo link). Anche qui, se la sorgente è un bene pubblico, il cancello sbarra l’accesso e non c’è nessun rubinetto dove sia possibile rifornirsi.

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La fonte San Felice, Pistoia

 

Nonostante lo sapessi, mi occorreva tentare e vedere con i miei occhi com’era la situazione (inutile telefonare ai buffoni in Comune e quelli seduti sulle poltrone delle società di gestione. L’ho già fatto, dicono sempre di non sapere nulla, non scuciono informazioni né gentilezza nel rispondere, chi chiama è considerato, ovviamente per loro, un ingenuo e innocuo rompiscatole).

Da cosa era nata questa mia ricerca? In zona Firenze-Prato dove vivo l’acqua è inquinata. Cerco quindi una fonte d’acqua pulita e affidabile vicino casa. Vorrei ridurre i 100Km che mi occorrono per andare fino a fonte San Camillo (fin’ora l’unica che abbia trovato) e per questo ho speso due giorni su internet a cercare di documentarmi e poi sono partito con l’auto, il gps e le damigiane all’esplorazione del territorio.

Lo sapevano tutti che la gestione dell’acqua non è più chiara in Italia. Il motivo è questo: il processo di aumento dei profitti di Banche e Multinazionali consiste, in questi anni a cavallo tra i due secoli, nel piano (non più segreto) di privatizzazione di tutti i servizi pubblici su cui si basava la previdenza sociale e la ragion d’essere degli stati europei: scuola, acqua, sanità, ferrovie, autostrade, demanio. L’Europa Unita (UE) è stata fatta nascere per attuare questo e lo sanno tutti (tranne forse i giovanissimi che mi seguono). Aumentando il bacino di utenza di poteva lucrare con la riserva frazionaria del denaro a debito per molti anni ancora. Il motivo è perché spalmando il debito su un pubblico più grande, il suo picco si abbassa e si può indebitare ancora per lungo tempo prima di tornare ancora a livelli alti di debito. l’Euro è nato per questo.

Era necessario, per “impossessarsi” dell’Europa,

1-sostituire ai politici veri dei fantocci, e così è stato fatto (Monti, Renzi ecc.)

2- togliere di mezzo le costituzioni dei singoli Paesi e sostituirle con una finta costituzione che in realtà riportasse scritto che ogni stato doveva pagare il debito verso la Banca Centrale Europea e, se non ci fosse riuscito, avrebbe dovuto sdebitarsi “in natura”: con la cessione dei beni. Un po’ come fa l’agente giudiziario quando viene a confiscare la casa perché non si è onorato il mutuo.

E questo secondo punto ha portato, e sta portando, alla privatizzazione.

Conclusioni

Anche se questo piano è stato fatto sulla carta, quello che penso è che con la recrudescenza della miseria in questi anni, comincerà l’assalto e il saccheggio agli stabilimenti privati di acqua. Così come l’assalto ad altri beni che la gente si è vista tolti e che con la loro miseria che li assale, pretenderà indietro, coltello tra i denti.

E’ probabile che succederà quello che succede sempre. I privati assolderanno mercenari (inizialmente le guardie giurate, ad esempio, poi magari l’esercito) per tamponare l’assalto. Ma prima o poi la gente non ne potrà più e, priva di qualsiasi fiducia, indossato il coraggio dei disperati, assalterà e si riprenderà quello che gli è stato tolto con l’inganno.

Una sorta di Fattoria degli animali, come i questo video. Orwell, dopotutto, non ha fatto altro che descrivere il sistema umano.

E’ solo questione di tempo. E di sete.

Nel frattempo, farò i km necessari per trovare l’acqua buona.

 

 

 

 

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