Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘nuova economia’

Anche se una fetta della gente continua a vivere nel secolo scorso, esiste una frazione sempre più ampia di persone che, venute a conoscenza dello stato dell’economia, dell’ambiente e della società, smette di cercare lavoro nel business as usual e cerca di crearsi un lavoro che assecondi il cambiamento globale. E’ naturale, è un modo di adattarsi per non crepare, una evoluzione.

Gli adattamenti ci hanno sempre contraddistinto come esseri viventi e sono una botta di vita nella piattezza della epoca precedente, in cui l’esigenza di trovare il proprio posto nel sogno americano globale ci ha spento il cervello della ceatività.

Ora sappiamo che piccoli gruppi di persone possono sedersi ad un tavolo e cominciare a progettare una nuova economia per la loro cittadina e portare avanti il loro embrione in collaborazione con il sindaco e le imprese, condividendo il processo in tempo reale su twitter o wordpress ma, ancora meglio, vedendosi e conoscendosi di persona.

Alcuni segnali dello scenario futuro sono che le specie vegetali tradizionali possono smettere di produrre entro pochi anni perché aggredite dall’alterazione climatica (castagni, olivi, albicocche), che l’economia dei servizi del secolo scorso non elargisce più posti di lavoro ma li veicola in luoghi (Cina e India) dove la manodopera è a basso costo. Che al grande movimento delle masse umane dei pendolari dovrà sostituirsi il telelavoro attraverso internet, visto l’enorme disagio dei trasporti che 3 miliardi di esseri umani creano vivendo nelle metropoli. Questi e altri item di una lunga lista di indici di trasformazione economica possono far capire che il mondo non è più come 20 anni fa e che solo chi capisce e asseconda il nuovo scenario potrà avere futuro.

La nuova economia per ora è piuttosto anonima, non ha un nome (è una moltitudine inarrestabile), viaggia sotto i radar, si sta strutturando a macchia di leopardo, striscia talvolta nei consigli di amministrazione delle multinazionali o nei parlamenti (sotto forma di Dario Tamburrano ad esempio), attraverso bizzarri e multicolori gruppi di minoranza etichettati come ecologisti, pacifisti, verdi. Ma si tratta di tutt’altro: di persone come il gruppo di transizione Monteveglio, dalla coscinenza allargata, che stanno cambiando l’idea di come deve funzionare la nostra società. E che stanno facendo opera di persuasione aprendo varchi ideologici e spesso riuscendo a farsi strada negli altri e ottenere maggiore collaborazione.

I capisaldi della nuova forma mentis sono un mix di metodologie create dal basso: collaboratività, sondivisione, distribuzione della responsabilità, senso di comunità globale, ecologia umana applicata all’economia. Da qui scaturirà la nuova economia.

 

B4ecXnhIgAAjOUd

Foto sopra: Transition Town Totnes e il progetto Atmos. Principi chiave molto motivanti.

Annunci

Read Full Post »